mardi 20 octobre 2026

Amanda Lear attacca Miley Cyrus: «Mi ha copiato la canzone».

 Amanda Lear attacca Miley Cyrus: «Mi ha copiato la canzone». E sulla transvestigation svela: «Sono 40 anni che lo pensano di me»


Ospite di Verissimo, nel salotto di Silvia Toffanin, la cantante e showgirl ha parlato della presunta somiglianza tra un brano di Miley Cyrus e una sua canzone del 1978, ma anche del fenomeno della transvestigation, che da anni alimenta teorie infondate sulle identità di genere di personaggi famosi.


Amanda Lear contro Miley Cyrus: «Non voglio che mi rubino la canzone»

La vicenda riguarda Red Lights, brano contenuto nel nuovo album di Miley Cyrus, che secondo Amanda Lear ricorderebbe troppo da vicino The Sphinx, canzone pubblicata nel 1978.

L’artista aveva sollevato la questione sui social, tornando poi sull’argomento in un’intervista al quotidiano francese Le Parisien. In quell’occasione aveva raccontato di essersi confrontata con il proprio produttore e con la casa discografica, sostenendo che alcune analisi, effettuate anche con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, avrebbero evidenziato somiglianze tra i due pezzi. A Verissimo, Amanda Lear ha ribadito la propria posizione senza nascondere l’amarezza: «Quella è la mia migliore canzone e non voglio che me la rubino!».

La cantante ha raccontato anche le reazioni ricevute dopo aver mosso le sue accuse, ricordando come alcuni fan della popstar americana abbiano messo in dubbio che Miley Cyrus potesse conoscere la sua musica. Amanda, tuttavia, ha aggiunto una nota ironica alla vicenda: «Sono lusingata se una grande cantante americana copia le mie canzoni». Al momento, le dichiarazioni dell’artista rappresentano la sua versione dei fatti: le presunte somiglianze tra Red Lights e The Sphinx non equivalgono, da sole, a una prova di plagio accertato.

Amanda Lear e la transvestigation: «Sono 40 anni che lo pensano di me»

Nel corso dell’intervista, Silvia Toffanin ha affrontato anche il tema della transvestigation, una teoria del complotto che consiste nell’accusare personaggi pubblici di essere segretamente transgender sulla base di presunti indizi fisici, senza prove attendibili. Amanda Lear ha commentato il fenomeno citando alcuni nomi celebri finiti nel mirino di queste speculazioni, tra cui Michelle Obama, Brigitte Macron e Lady Gaga. «Ma è possibile che in tutto il mondo intero non c’è una donna vera?», ha ironizzato la showgirl, criticando la diffusione di queste teorie e il modo in cui vengono alimentate online. Lear ha poi raccontato di conoscere bene questo tipo di insinuazioni, che la accompagnano da decenni: «Sono 40 anni che lo pensano di me». Ripensando agli inizi della sua carriera in Italia, ha ricordato come alcuni giornali scandalistici pubblicassero prima indiscrezioni sulla sua presunta identità maschile e, poco dopo, notizie sulla possibilità che fosse incinta. Contraddizioni che, secondo lei, dimostrano quanto il gossip possa prescindere dalla logica e dai fatti.

L’effetto Streisand e il business del gossip

Amanda Lear ha anche spiegato perché, a suo parere, rispondere continuamente a queste insinuazioni rischia di renderle ancora più visibili. «Si chiama effetto Streisand: più ne parli e più gli dai importanza e più la gente ci crede», ha dichiarato a Verissimo, sostenendo che ignorare certe provocazioni può essere più efficace che alimentare una polemica. Infine, la showgirl ha affrontato con il consueto sarcasmo il rapporto tra notorietà e pettegolezzi: «Oggi tutto questo lo chiamerebbero buzz, più si parla di una persona più fa business». E ha concluso con una battuta sul proprio successo: «Io quindi devo ringraziare perché grazie a loro ho una bella casa, dei bei vestiti e ho dei vestiti meravigliosi».

Tra la polemica con Miley Cyrus e le riflessioni sulla disinformazione online, l’intervento di Amanda Lear a Verissimo ha riportato sotto i riflettori due temi distinti: le accuse musicali, ancora da verificare, e il peso delle speculazioni sulla vita privata delle celebrità.

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