mardi 22 mai 2018

Amanda Lear si racconta a l’Intervista di Maurizio Costanzo... New's and New' s

Amanda Lear si racconta a l’Intervista di Maurizio Costanzo
Di Maura Messina


Amanda Lear, ieri sera (21 maggio), è stata ospite a l’Intervista di Maurizio Costanzo (in onda su Canale 5) dove si è raccontata . Per anni le voci sulla sua ambiguità sessuale sono circolate insistenti e dunque, una volta per tutte, ha voluto rispondere:

“L’ambiguità? È quando la gente normale non riesce a capire bene cosa sei, chi sei. Io ho sempre dato l’immagine di una donna aggressiva, un po’ maschile nell’atteggiamento, e la gente pensava: ‘una donna non si comporta così, non è una donna vera’. Oggi tutte le donne sono così”

Amanda Lear ha alle spalle una bellissima storia da raccontare, in cui tra i protagonisti ci sono i personaggi e gli artisti più influenti del ‘900. Dal pittore Salvador Dal a David Bowie. 

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Amanda Lear al GF Vip e L’Isola dei Famosi? Parla la cantante, che fa la sua proposta...


Ospite di Maurizio Costanzo a L’Intervista, Amanda Lear ha rivelato di aver ricevuto varie proposte per partecipare a L’Isola dei Famosi e al Grande Fratello Vip, ma ha aggiunto di aver sempre rifiutato.
A parte il suo rifiuto per i reality, la Lear però si è proposta come giudice in un programma musicale.
“Isola? Ma no, mai in una spiaggia senza nulla, in un paese lontano, no, al massimo vado in Sardegna. Al GF Vip? no, no, mai, ma vi immaginate io che mi lavo i denti in mezzo a degli analfabeti? Ma mai, anche se me l’hanno chiesto tantissime volte. Al massimo io posso fare una giuria di una cosa di cui mi intendo, non so, un programma sulla musica”.

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„L’Intervista, Amanda Lear blocca le immagini : 
                                                      “La mia età non importa”


Ospite di Maurizio Costanzo, l'attrice e cantante ha preferito bloccare le immagini che ponevano interrogativi sulla sua età anagrafica: "L’importante è che sono viva”, ha spiegato prima di affrontare molti aspetti della sua vita“

“L’anagrafica non m’interessa… Sapere quando sono nata, se ho 50, 60, 70 anni non m’importa niente. L’importante è che sono viva”: così Amanda Lear ha spiegato perché ha voluto premere ‘alt’ (pulsante che permette all’ospite di bloccare le immagini trasmesse sul video) alle domande che scorrevano sullo schermo de ‘L’Intervista’ di Maurizio Costanzo e che ponevano interrogativi sulla sua età anagrafica.


La conduttrice, cantante e attrice, ha preferito parlare d’altro, della sua vita passata, della sua infanzia, dei suoi genitori che – ha detto – le hanno insegnato che le “coppie non durano”: “Veder i genitori che si separano è stato traumatico. Uomini e donne non sono fatti per stare insieme”, ha confidato.

Argomento affrontato è stato anche il concetto di ambiguità che l’ha sempre contraddistinta: “Davo l’immagine di una donna aggressiva, maschile nell’atteggiamento….. la gente pensava: 'non è una donna vera'. Ma adesso tutte le donne sono così” ha aggiunto ancora la cantante che ha ammesso di aver sempre avuto questo atteggiamento anche nella seduzione.“

„L'Intervista, Amanda Lear ospite di Costanzo: dall'ambiguità sessuale a Bowie “



Nel corso dell’intervista la showgirl ha parlato anche dei complessi durante l’infanzia, delle sue passioni ma anche dei suoi amori (una volta s’innamorò di due gemelli), tra cui David Bowie e Salvador Dalì.



"L’uomo delle stelle", come racconta la cantante, è stato "un grande artista, ma anche molto tormentato". È stato il primo a credere in me come artista, mi ha pagato le lezioni di canto". Un’icona senza tempo diventato famoso anche per i suoi look stravaganti: "Si truccava più di me, ma il problema dei maschi che si truccano è che non si struccano la notte prima di dormire. Mi sporcava il cuscino con il fondotinta".

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AMANDA LEAR/ L'ospite blocca Costanzo: "Della mia età non m'importa nulla" (L'Intervista)

Amanda Lear, protagonista de L'Intervista di Maurizio Costanzo, ha negato la sua partecipazione a qualsiasi reality, lanciando però un'altra proposta televisiva...


L'Intervista di Maurizio Costanzo ad Amanda Lear è stata ricca di momenti significativi: uno di quelli che maggiormente hanno fatto discutere, soprattutto sui social, è stato quando la diva ha deciso di premere il pulsante a disposizione di ogni ospite per bloccare le immagini che scorrono sullo schermo. Il motivo? Le domande sull'età anagrafica, alla quale la mitica Amanda si è sottratta così:"L'anagrafica non m’interessa...Sapere quando sono nata, se ho 50, 60, 70 anni non m’importa niente. L’importante è che sono viva". Questo non vuol dire che Amanda Lear si sia sottratta a temi spinosi. La conduttrice ad esempio ha ripercorso la sua infanzia, la separazione dei suoi genitori, da cui ha imparato che "le coppie non durano": "Vedere i genitori che si separano è stato traumatico. Uomini e donne non sono fatti per stare insieme". (agg. di Dario D'Angelo)

AMANDA LEAR? "IO ALL'ISOLA? MAI"

Amanda Lear è tornata in televisione, ospite di Maurizio Costanzo a L'Intervista dove ha parlato anche delle richieste da lei ricevute negli ultimi tempi dal mondo dello spettacoli. La musa di Salvador Dalì ha precisato di essere stata chiamata in causa per partecipare a dei reality show ma di avere sempre declinato l'offerta. Mai, infatti, si sentirebbe sentita a suo agio in un'isola priva di comodità, nè tanto meno in una Casa da condividere insieme a degli inquilini privi di cultura. Ecco le sue parole: "Isola? Ma no, mai in una spiaggia senza nulla, in un paese lontano, no, al massimo vado in Sardegna. Al GF Vip? No, no, mai, ma vi immaginate io che mi lavo i denti in mezzo a degli analfabeti? Ma mai, anche se me l'hanno chiesto tantissime volte". Amanda Lear non ha invece escluso la sua partecipazione a qualche talent show: "Al massimo io posso fare una giuria di una cosa di cui mi intendo, non so, un programma sulla musica". [Agg. di Dorigo 
Annalisa]



LA SUA IMMAGINE RIVOLUZIONARIA

Cantante, modella, attrice ed artista eclettica da ogni punto di vista, Amanda Lear sarà ospite questa sera della nuova puntata de L'Intervista, il talk show condotto da Maurizio Costanzo in seconda serata. Colei che in passato ha avuto la straordinaria fortuna di fare da musa a Salvador Dalì si racconterà questa sera ai microfoni di Canale 5, raccontando particolari inediti sul suo passato a partire dal suo ruolo di donna trasgressiva, decisamente in anticipo rispetto ai tempi. La Lear precisa di non essere affatto preoccupata della sua età e di essere ancora oggi ambita anche tra i più giovani: "L'anagrafica non mi interessa. Ancora adesso i ragazzi mi dicono 'quanto sei bona'... Il complimento è lì". E sul ruolo di donna aggressiva, che in passato ha scatenato diverse critiche per quella che è stata definita un'eccessiva mascolinità, la Lear ha le idee molto chiare: "L'ambiguità? È quando la gente normale non riesce a capire bene cosa sei, chi sei (...) Io ho sempre dato l'immagine di una donna aggressiva, un po' maschile nell'atteggiamento, e la gente pensava: 'una donna non si comporta così... Non è una donna vera'. Oggi tutte le donne sono così".



LA MUSA DI SALVADOR DALI'

Tra le tante attività nella lunga carriera di Amanda Lear, è impossibile non ricordare la collaborazione con il pittore Salvador Dalì per il quale posò spesso e fu musa ispiratrice per ben 15 anni. Fu soprattutto la sua androginia ad ispirare l'artista e più in generale il mondo della moda e della musica (anche su consiglio del suo amante David Bowie). Ma con Dalì e sua moglie, nacque anche una bella amicizia che durò più a lungo del previsto. La sorpresa per questo rapporto verrà questa sera raccontata dalla stessa Lear ai microfoni di Maurizio Costanzo ne L'Intervista. La Lear infatti affermerà di essere rimasta colpita da questa incredibile novità che caratterizzò la sua vita: "Ho capito di essere innamorata del pittore quando la moglie mi ha detto: 'se lei vuole il mio posto questa è la mia stanza'. Non avevo mai incontrato una donna così, che non aveva la gelosia, dopo è diventata la mia migliore amica e sono rimasta con questa strana coppia più di 15 anni".

LA RELAZIONE CON DAVID BOWIE

Nel passato di Amanda Lear c'è anche un grande personaggio della musica con il quale instaurò un relazione sentimentale molto chiacchierata all'epoca. Conobbe il cantante nel 1973, dopo aver posato come modella fetish sulla copertina dell'album For Your Pleasure dei Roxy Music, e fu proprio lui, come la stessa Lear rivelò anni dopo in una intervista, a suggerirle di giocare sull'ambiguità per attirare l'attenzione del mondo dello spettacolo. Fu insieme a Bowie che registrò la sua prima canzone Star (mai pubblicata) e che pensò di lasciare la sua carriera da modella per intraprendere quella della musica e del ballo (Bowie arriverà persino a pagarle corsi che dessero spazio al suo talento). A Maurizio Costanzo, questa sera, Amanda Real rivelerà qualche divertente particolare su questa relazione: "È stato il primo a credere in me come artista, mi ha pagato le lezioni di canto. Si truccava più di me ma il problema dei maschi che si truccano è che non si struccano la notte per dormire, mi sporcava il cuscino con il fondotinta".

Direct Link ...ANNALISA DORIGO

lundi 21 mai 2018

Amanda Lear ...modella e artista francese naturalizzata italiana racconterà la frenetica vita a L'intervista

"L'intervista" di Maurizio Costanzo: 
                           l'ospite della seconda puntata è Amanda Lear


Continua la quinta edizione de L’intervista, condotto da Maurizio Costanzo ed in onda su Canale 5. Nella seconda serata di lunedì 21 maggio alle 23:30, il conduttore metterà sotto i riflettori con le sue domande la variopinta e frenetica vita di Amanda Lear, la celebre modella, cantante, soubrette (e tanto altro ancora) francese naturalizzata italiana. Il format del programma prevede una carrellata di immagini e contributi video sulla vita dell’ospite di puntata, che può essere interrotta dall’intervistato con un pulsante. Quanto mostrato servirà da spunto per le domande di Maurizi Costanzo, che in questo appuntamento saranno molto interessanti data l’incredibile esistenza di questa vecchia conoscenza della televisione italiana.

L’intervista: anticipazioni della seconda puntata
La lunga carriera come modella e artista poliedrica di Amanda Lear è stata segnata in particolare dal rapporto con due uomini che hanno segnato la cultura occidentale nel ‘900. Parliamo in primo luogo del celebre pittore spagnolo Salvador Dalì, padrino della corrente artistica del surrealismo, del quale la modella divenne la musa per oltre quindici anni. Amanda Lear racconterà anche il singolare rapporto con la moglie del pittore, definita come una donna priva di gelosia e che divenne sua migliore amica.


Cruciale per la vita di Amanda Lear fu invece negli anni ’70 la liason amorosa con David Bowie, vero mostro sacro della musica pop e rock nonché padre del glam rock. L’artista, scomparso nel 2016, è raccontato così: “era tenero, attraente, intelligente. Un grande artista ma anche tormentato”.

L’intervista su Canale 5: la vita di Amanda Lear
Già la nascita stessa di Amanda Lear merita una storia a parte, con buona parte della vita giovanile avvolta nel mistero, così come le sue origini. Si rese nota come modella dai tratti e dai modi decisamente androgini per l’epoca, caratteristiche che attirarono le attenzioni di Salvador Dalì. Divenne una star della musica disco negli anni ’70, avendo poi fortuna come soubrette e conduttrice di programmi televisivi in diversi paesi europei.



dimanche 20 mai 2018

Amanda Lear: « Oggi, le donne, tutte maschili come me »

Da David Bowie che le paga le lezioni di canto alla moglie di Salvador Dalì che scopre le sue attenzioni nei confronti del marito: così Amanda Lear si confessa a Maurizio Costanzo




19 MAY, 2018 di MARIO MANCA

Che Amanda Lear e David Bowie fossero amici, colleghi stimati, è cosa risaputa. Che il Duca Bianco sia stato il primo a credere nel suo talento, invece, un po’ meno. «David era tenero, attraente, intelligente. Un grande artista, ma anche molto tormentato», racconta Amanda a Maurizio Costanzo nel corso della nuova puntata de L’Intervista, in onda lunedì 21 maggio in seconda serata su Canale 5. «È stato il primo a credere in me come artista, mi ha pagato le lezioni di canto», insiste l’artista con la voce ricolma d’emozione.



«Si truccava più di me, ma il problema dei maschi che si truccano è che non si struccano la notte prima di dormire. Mi sporcava il cuscino con il fondotinta», ricorda con piacere Amanda, musa di Salvador Dalì, attrice, pittrice, cantante, modella, definita spesso «ambigua» dai media internazionali. «L’ambiguità? È quando la gente normale non riesce a capire bene cosa sei, chi sei. Io ho sempre dato l’immagine di una donna aggressiva, un po’ maschile nell’atteggiamento, e la gente pensava: ‘una donna non si comporta così, non è una donna vera’. Oggi tutte le donne sono così», chiarisce Lear parlando delle voci che per anni hanno insinuato che non fosse una donna.



Sentirla parlare è un viaggio straordinario fra gli artisti più grandi del Novecento, fra gli sprazzi di un tempo glorioso e ormai assopito. Come quando, parlando dell’amore nei confronti di Dalì, dice che «ho capito di essere innamorata quando la moglie mi ha detto: ‘se lei vuole il mio posto, questa è la mia stanza’». O come quando, parlando dell’età anagrafica, scherza dicendo che «ancora adesso i ragazzi mi dicono “quanto sei bona”. Il complimento è lì».

jeudi 17 mai 2018

Amanda Lear si racconta a Maurizio Costanzo ...

Amanda Lear si racconta a Maurizio Costanzo nel nuovo appuntamento con L'Intervista: 
            Lunedì 21 maggio in seconda serata su Canale 5



Il nuovo appuntamento con “L’intervista” di Maurizio Costanzo è per lunedì 21 maggio, in seconda serata, su Canale 5.

Questa settimana l’eclettica artista francese naturalizzata italiana Amanda Lear si racconta a cuore aperto al giornalista, in una narrazione scandita da video e brani musicali evocativi che la coinvolgono umanamente e artisticamente.

Amanda modella, cantante, conduttrice, scrittrice e attrice, nonché musa del grandissimo artista Salvador Dalì per oltre quindici anni.

Una carriera internazionale invidiabile, decollata sullo sfondo delle passerelle parigine per poi dedicarsi alla canzone prima e alla televisione dopo.

Un successo e una popolarità riconosciuti oltre che in Francia anche in tanti paesi tra cui l’Italia, la Spagna, il Belgio, la Germania, la Grecia, la Finlandia, il Giappone e il Sud America.



Stralci Costanzo/Lear

- Sull’età anagrafica

Lear: L'anagrafica non mi interessa… [...] Ancora adesso i ragazzi mi dicono “quanto sei bona”... Il complimento è lì...



- Sull’ambiguità

Lear: L'ambiguità? E’ quando la gente normale non riesce a capire bene cosa sei, chi sei… [...] Io ho sempre dato l'immagine di una donna aggressiva... Un po' maschile nell'atteggiamento... E la gente pensava: “una donna non si comporta così... Non è una donna vera”. Oggi tutte le donne sono così...



- Su Salvador Dalì


Costanzo: Quando hai capito che eri innamorata di un grandissimo come Salvador Dalì ?

Lear: L'ho capito quando la moglie mi ha detto: "se lei vuole il mio posto questa è la mia stanza ". Non avevo mai incontrato una donna così, che non aveva la gelosia [...] dopo è diventata la mia migliore amica e sono rimasta con questa strana coppia più di 15 anni...



- Su David Bowie


Lear: Era tenero, attraente... Intelligente [...] un grande artista ma anche tormentato [...] E’ stato il primo a credere in me come artista... Mi ha pagato le lezioni di canto. [...] Si truccava più di me... Ma il problema dei maschi che si truccano è che non si struccano la notte per dormire [...] mi sporcava il cuscino con il fondotinta.



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dimanche 6 mai 2018

The queen Amanda Lear who gives the apple to eat to John ...

Apple Tailoring opens in London Thursday 23 May 1968


The full name of Apple's second boutique store was Apple Tailoring (Civil and Theatrical). It was situated at 161 King's Road, and was run by 25-year-old Australian designer John Crittle.


The Beatles' dress sense is quietening down now, like everyone else. They all went mad last year, but now they're all coming back to a normal way of life. We won't get teenyboppers here, because prices will be too high for them. We're pushing velvet jackets and the regency look, although The Beatles put forward plenty of suggestions. 


They have pretty far ahead ideas, actually. We're catering mainly for pop groups, personalities, and turned-on swingers. The teenagers seem too frightened to come in, even though they know this is The Beatles' place. Maybe it's because the place is too elegant and too expensive.

                    ...John Crittle


The premises were shared with another clothing company, Dandy Fashions (sometimes spelt Dandie), which had opened in 1966. Apple Corps' Neil Aspinall and company accountant Stephen Maltz became directors of Dandy as part of its transformation into Apple Tailoring.


The basement also housed a hairdressing salon financed by Apple and run by Leslie Cavendish, The Beatles' hair stylist.

Apple Tailoring lasted longer than the Baker Street boutique, but it too closed in 1968. The Beatles decided to withdraw from high street commerce and gave the business and all stock to Crittle.



vendredi 27 avril 2018

“AMANDA LEAR FUE UN EJEMPLO DE LIBERACIÓN FEMENINA TOTAL”

LA ACTRIZ HA ESTRENADO ‘MISS DALÍ’, DE VENTURA PONS
KARME MÀLAGA: “AMANDA LEAR FUE UN EJEMPLO DE LIBERACIÓN FEMENINA TOTAL”.
En el último film de Ventura Pons, ‘Miss Dalí’, interpreta a un mito de la cultura pop: Amanda Lear, modelo, cantante y musa de Salvador Dalí. Hablamos con la actriz catalana Karme Màlaga sobre este último reto en su carrera, sobre su trayectoria y sus proyectos en España y Francia.

Por Pere Vall Direct link ...Click !



Karme Màlaga y Joan Carreras son Amanda Lear y Salvador Dalí en ‘Miss Dalí’, de Ventura Pons.


Cómo preparaste el papel de Amanda Lear (Saigón, 1950)? Viste muchos vídeos? Leíste sobre ella?

Cuando Ventura Pons me llamó para interpretar este papel, me quedé en shock. Sobre todo, porque físicamente yo no veía que me pareciera a ella, a pesar de la convicción de Ventura y del director de casting. Ni era rubia, ni tenía su físico. Afortunadamente, he tenido la suerte de ir a Cadaqués desde que tenía 17 años, así que eran muchos los referentes que tenía de Amanda. Ya había visitado la casa de Dalí unas siete u ocho veces. Y el museo de Dalí en Figueres unas tres veces. Evidentemente, la incógnita sobre su identidad sexual fue lo primero que me vino a la cabeza. Y la duda que jamás pude resolver, a pesar de haber hablado con muchísima gente del pueblo y con Ventura. Recorrí una docena de librerías en París, incluso de libros de ocasión o de segunda mano, en búsqueda de su libro ‘Mon Dalí’, que, por desgracia, estaba ya descatalogado. Pero tuve la suerte de encontrar a alguien en Amazon que me lo mandó, después de haberle explicado que era para un papel. Sí, vi muchos vídeos. Amanda tuvo, y la tiene aún, una vida fascinante, y me obsesionaba su imagen y cómo poder parecerme a ella. Evidentemente, me cambiaron el color del pelo, y los dos meses anteriores al rodaje me los pasé comiendo bastante poco y haciendo ejercicio. A pesar de trabajar bajo las órdenes de un director que, muy amablemente, siempre me dijo que estaba fantástica. Estar con un cineasta que te hace sentir bien antes y durante el rodaje, y que confía en ti y en tu talento, no tiene precio.

Antes de ir a rodar las secuencias, y sólo despertarme por la mañana, me ponía las canciones de Amanda en Spotify. Y también cuando iba a hacer footing por Cadaqués. No hay nada más inspirador y motivador que un tipo de música con la que conectes y te transporte al universo del personaje. Debe de ser por la formación que he recibido de mi acting coach en estos dos últimos años y medio, Jack Waltzer, un neoyorquino de 91 años, miembro del Actors Studio que aún da clases en París y en Los Ángeles.



CÓMO SER LA ATREVIDA Y VALIENTE AMANDA

Qué te parece lo más interesante de ella como persona, personaje o artista? Teniendo en cuenta que, además de sus proezas profesionales, fue novia de David Bowie, Brian Jones y Bryan Ferry. Entre otros.

A medida que leía su libro, lo que más me alucinaba fue cómo, sin ser alguien conocido en su juventud, ni venir de una familia de artistas, llegó a acceder a ese universo artístico: de ser una modelo desconocida pasó a ser la musa de Dalí, a codearse con los Rolling, salir con David Bowie y aparecer en la portada de la revista ‘Vogue’. ¿Cuántas modelos han conseguido eso? Todo esto, en una época en la que la figura de la mujer aún no estaba lo suficientemente liberada, y donde a ella la juzgaban continuamente por su ambigüedad sexual y por exhibirse. Es, para mí, un ejemplo de liberación femenina total: hizo lo que le dio la gana, sin importarle lo que los demás dijeran de Amanda. Fue valiente, atrevida y luchadora.

Pudiste improvisar?

Había un texto que respetar. El guion es la biblia del actor, y hay que traerlo sabido para, después, no pensar en él cuando uno actúa. Pude improvisar en lo referente al modo en cómo decir mis diálogos. Ventura es genial en el trabajo. Nunca te va a decir: “Quiero esto así o asá, y quiero que lo digas así con este determinado punto y coma”. A no ser que sea algo muy necesario. Te da una absoluta libertad, y, en mi opinión en esa libertad reside la veracidad de los personajes.

Hablaste con ella? ¿Cómo está? ¿Qué hace? Los fans te deben envidiar…. y lo sabes.

Sí, hablé con ella por Instagram. Y parece mentira, pero me contestó, aunque muy escuetamente, y no quiso involucrarse mucho en este asunto. Hablamos en inglés, y me dijo algo así como que no veía la razón de hacer una película sobre la hermana de Dalí. De hecho, no puedo hablar sobre el final de la película, pero ese final me hizo entender el porqué de la respuesta de Amanda.

Además, en ‘Miss Dalí’ coincidiste en con dos mitos del cine: Siân Phillips y Claire Bloom.

Coincidí con ellas luego, en el preestreno en Londres. Esta es una película más larga de lo habitual, así que Ventura, con su británica y mesurada organización, dividió el rodaje en dos partes: en la primera, estaban estas dos estrellas del cine junto a otros actores como Vicky Peña. Después, rodé mi parte. En Londres, fui con el libro de Claire ‘Adiós a una casa de muñecas’ bajo mi brazo para que me lo firmara… ¡y le daba apuro firmármelo! Son dos actrices maravillosas. De lo más humilde que jamás hubiera pensado. Al terminar la proyección, Siân se giró y me dijo: “Querida, estás maravillosa. ¡Tan, divertida, fresca y espontánea!”.

Los verdaderos Amanda Lear y Salvador Dalí.


CHICA VENTURA PONS

Ya habías estado en un film anterior de Ventura Pons, ‘La vida abismal’ (2007), haciendo de francesa. Además, junto a un Óscar Jaenada que todavía no era la estrella de Hollywood que es ahora.

Recuerdo ese rodaje con muchísima ilusión. Era mi segunda experiencia cinematográfica de peso. Anteriormente, había participado en algún capítulo de series de televisión, en cortometrajes y en ‘Las películas de mi padre’ (2007), de Augusto Martínez Torres, pero, al ver cómo Ventura llevaba la batuta, cómo se preocupaba para que los actores estuviéramos bien... fue algo mágico. Y, sí, es cierto que Jaenada todavía no se había convertido en la estrella de Hollywood que es ahora pero acababa de ganar su Goya. En ‘Camarón’ (Jaime Chávarri, 2005) me fascinó y me hizo llorar. Me pareció alguien de lo más normal y amigable. Alguien que te hacía sentir bien al trabajar y te daba confianza.

Después de ‘Miss Dalí’, Pons vuelve a contar contigo. De qué se trata esta vez?

Es una aventura más que novedosa, tanto para él como para mí. Es su primer musical para la gran pantalla. Mi referencia es, por ejemplo, ‘Les Señoritas de Rochefort’ (1967), de Jacques Demy, que he visto muchas veces. Mi personaje vive en París y es una actriz que se codea con algunos personajes protagonistas de la película. La película trata de hacer reflexionar sobre la futilidad de las relaciones que se establecen en aplicaciones como Grinder o Tinder. Todo, con canciones de autores catalanes como Lluís Llach o Joan Dausà, traducidas al inglés. Se rodará en inglés, en París, Londres, Barcelona y Palma de Mallorca.



CÓMO SER LA ATREVIDA Y VALIENTE AMANDA

En tu carrera hay un film que citabas antes, ‘Las películas de mi padre’, que era una declaración de amor al cine y al arte. ¿Lo ves así también?

Yo veo ‘Las películas de mi padre’ más bien como un autohomenaje que el director quiso hacerse a él mismo y a las películas o cortos que él realizó o produjo. Entre ellos, el fascinante ‘Arrebato’, que dirigió Iván Zulueta y produjo Augusto. Gracias a esa experiencia, tuve la suerte de conocer al inolvidable Iván Zulueta.

Tienes una pequeña aparición en ‘Puta y amada’ (2018), de Marc Ferrer, que se verá en el próximo Festival D’A. Un papel muy loco, ¿no?

Sí lo fue. Pero me encanta interpretar papeles locos, impulsivos, que se alejen de mí, porque una siente una absoluta libertad. Fue muy divertido. Las pelis de Marc, no sé por qué, me recuerdan un poco a las primeras de Almodóvar, como ‘Pepi, Luci Bom y otras chicas del montón’ (1980) o ‘Mujeres al borde de un ataque de nervios’ (1988). Eran tan auténticas, tan espontáneas, tan humanas... Además, Marc rueda con muy pocos recursos, y, por eso, no sólo lo admiro, sino que... ¡me encanta!

Karme Màlaga con Ventura Pons en el rodaje de ‘Miss Dalí’.

ACTUAR, EL JUEGO MÁS DIVERTIDO

Lo más divertido de ser actriz es...

Lo más divertido y lo que más me llena es poder transformarme en personas que no hubiera imaginado que ‘conocería’ algún día. Transportarse y soñar con el universo de ese personaje, sentir cómo ella sentiría, con sus alegrías o sus penas.

Saber idiomas es…

Primordial: cada día somos más los actores que, por la razón que sea, debemos hacer audiciones en Londres, en España o donde sea. Un ejemplo: el director de ‘El nombre de la rosa’ (1986), Jean-Jacques Annaud, un día quiso verme. Si no hubiera hablado francés, no lo hubiera conocido jamás. Hablar idiomas no sólo te abre puertas para trabajar, sino que, además, te abre la mente.

Y el teatro sigue siendo sagrado para un intérprete?

¡Por supuesto! Es fundamental. Pero he conocido actores que me han dicho: “Yo paso del teatro. A mí sólo me interesa hacer cine”. En el teatro es donde uno lo aprende todo. Y no hay nada como nutrirse del feedback del público. El teatro es, en el buen sentido de la palabra, una buena droga del que uno jamás deja de aprender.

El actor y la actriz siempre están aprendiendo?

Constantemente. No sólo en los escenarios o en las escuelas. También en la vida misma. En París, donde hay tantos sin techo, he visto situaciones que me han conmovido. Para un actor, tener empatía es primordial. Si no somos capaces de ponernos en el lugar de los otros, no podremos jamás interpretar un papel.

Estás viviendo en París, con interesantes proyectos.

Ahora mismo acabamos de representar ‘Arc en sexe: ProstitutionS’, una obra que no se descarta que se vuelva a programar muy pronto en otro teatro de París. Además, he tenido la suerte de conocer a un director de casting gracias al cual podré interpretar un papel en una serie francesa dirigida por Fred Hazan y donde hay actores como Max Boublil, Marc Dillon o Philippe Katerine. Y me acaban de proponer actuar en un cortometraje. Así que ya ves, París es... ¡¡una caja llena de sorpresas!!

Categoría: Cine español y Entrevistas



mercredi 18 avril 2018

Amanda Lear: “ Io, il sesso, la maternità e il cimitero ! ”

"Oggi cosa mi manca ? 
Un Caravaggio sul muro di casa. L’arte ci aiuta ad accettare la bruttezza della nostra società."

Direct New's Paper from Alessio Poeta 18 aprile 2018...Click

Aveva promesso che avrebbe abbandonato il mondo della Tv, e invece Amanda Lear, a distanza di quasi due anni dalla nostra ultima chiacchierata, è più presente che mai. Infatti, oltre a condurre su Cielo la rassegna cinematografica sul cinema erotico francese ‘Voulez vuos coucher avec moi’, la leggendaria Amanda sarà (presto) nelle sale italiane come attrice nel film di Messeri, e come doppiatrice di Edna nella nuova pellicola della Pixar, Gli Incredibili 2. Ma non finisce qui perché dopo un corteggiamento ‘economicamente sfiancante’, la donna che ha venduto più 30 milioni di dischi in tutto il mondo tra album e singoli, sarà la nuova ‘vittima’ de ‘L’intervista’ di Maurizio Costanzo. Nella lunga intervista che andrà in onda nel prossimo autunno, l’iconica Lear si aprirà come non ha davvero fatto mai davanti al Re delle interviste e intanto, a noi di Gay.it, parla del caso Weinstein, di strane avances, di ex ‘tronisti’ a Venezia, di cimiteri e del perché ha deciso di rimandare il suo addio alle scene.


Nella nostra ultima intervista aveva detto che da lì a poco avrebbe chiuso con il mondo dello spettacolo. Invece, dal 13 aprile è in onda su Cielo con ‘Voulez vous coucher avec moi‘. Che succede?

Nulla di che. Le registrazioni delle varie puntate mi hanno rubato un pomeriggio, e basta. Dovevo limitarmi a leggere solo un gobbo.

A questo punto mi verrebbe da chiederle cosa l’ha spinta ad accettare questa nuova sfida televisiva..


La verità? Sono stata strapagata, altro che sfida !


Dopo molti anni, invece, è tornata anche al cinema. Contenta?

A dire il vero ho girato questo film due anni fa. Detto tra noi pensavo che non sarebbe mai uscito, e invece..


E invece uscirà prossimamente. Sicura di non aver accettato il ruolo per far dimenticare un passato discografico che lei definisce ‘terrificante ’ ?

No, assolutamente. Ho accettato perché mi divertiva il regista, ma anche l’idea di stare un po’ nella mia amata Roma. 

Nel film interpreta una nonna. Strano come ruolo per una Femme Fatale come lei, no?


(ride, ndr) Una nonna divertentissima. Anche in teatro ho portato una nonna ‘pazzarella’ che fuma, beve e si diverte a sedurre gli uomini. Ruolo sempre più popolare nelle serie americane.

Alla sua tenera età le frega ancora qualcosa dell’opinione pubblica?

Non me ne frega assolutamente niente. I pettegolezzi, da sempre, divertono la gente, per poi venire subito dimenticati. Si chiacchiera su di me da oltre quarant’anni e nonostante tutto interesso ancora ai media italiani. Roba da pazzi.


Ah, quindi ha smesso di piacere a tutti i costi come disse qualche tempo fa…

Direi di sì. Piaccio ancora, ma non mi chieda il perché.

Se un giorno dovesse finire questo continuo voler spiare nella sua serratura, in tutta sincerità pensa che le mancherebbe?


No, assolutamente, anzi.


In questo periodo si parla ancora del caso Weinstein. Lei l’ha mai conosciuto?

Ahimè, no. E mi dispiace davvero tanto, perché l’avrei mandato direttamente a quel paese..

Lei non vive in Italia. Come ha vissuto da lontano l’accanimento mediatico nei confronti di Asia Argento?


Asia ha avuto il coraggio di dire la sua verità, mentre tutte le altre raccontano di aggressioni e costrizioni, quando sono state le prime a beneficiare delle raccomandazioni. Quanta ipocrisia. In certi casi sarebbe meglio star zitte !

Lei ha mai ricevuto proposte di un certo tipo?

(ride, ndr) Purtroppo no, e non sa quanto mi dispiace. C’è chi fa sesso per diventare famosa, e chi diventa famosa per poter fare sesso. Cose che da che mondo e mondo, son sempre esistite.


Marina Ripa di Meana era dell’idea che darla non basta, ma che bisogna saperla dare. Lei che idea si è fatta, negli anni, delle donne così emancipate ?

Se una si comporta come una ‘mignotta’, non dovrà mai meravigliarsi se poi le daranno della mignotta. Il sesso deve rimanere un qualcosa di intimo che non dovrebbe mai essere discusso fuori dalla camera da letto, ma le cose a quanto pare non funzionano proprio così.


Cosa è disposta a fare Amanda Lear per ottenere ciò che vuole?

Pregare. Le pare poco ?

In un’epoca dove non esistono più ruoli, qual è il segreto per conquistare un uomo?


Per conquistare un uomo basta essere se stessi; non c’è bisogno di fingersi quello che non si è per ottenere qualcosa o qualcuno. E smettiamola di aspettare il Principe azzurro: si sa che non arriva, e poi sai che noia ? 

Tutti parlano dell’Amanda icona, dell’Amanda leggenda, del suo essere sempre sexy e seducente, ma mai nessuno si è soffermato sull’aspetto interiore. Oggi, Amanda, che donna è ?

Una donna tranquilla, decisamente appagata e senza nessuna aspettativa. Sopravvivere in questo mondo è già un miracolo.

Le manca un figlio?

Scherza? Ho già dieci gatti !

Dalla vita ha avuto tutto. C’è qualcosa che le manca ?


Un Caravaggio sul muro di casa. L’arte ci aiuta ad accettare la bruttezza della nostra società. 

E se guarda verso il futuro cosa vede, Amanda?


Il cimitero !


Ultimamente la sua più grande passione è il teatro. Perché è così poco amato dal pubblico ?


Mi crede se le dicessi che questa cosa mi rende molto triste? I giovani pensano che il teatro sia costoso e decisamente noioso, ma non è così. Vedere uno spettacolo dal vivo è così emozionante che non mi spiego il motivo di così tanti teatri chiusi. E pensare che a New York i biglietti costano 200$ e i teatri son sempre pieni. La settimana scorsa ho visto il musical su Tina Turner, in un teatro pieno zeppo sino a Giugno. Non sa che felicità.

Si dice che a Venezia, qualche tempo fa, fece girare la testa (e non solo) ad un ex tronista. Verità?


(Ride, ndr) Dormire nello stesso hotel non vuol dire che l’ho sedotto. E anche se fosse, sarebbe solo un bel ricordo. 

jeudi 12 avril 2018

Amanda Lear

"Gli uomini vanno mandati a quel paese. A loro piace, richiamano sempre tutti"

Amanda Lear si confessa a Grazia: "Le donne li coccolano, ridono delle loro battute anche se non sono divertenti, li perdonano se arrivano in ritardo"

Amanda Lear, artista, show-girl a tutto tondo e musa di due grandi artisti come Salvador Dalí e David Bowie, si racconta a Grazia alla vigilia del suo atteso ritorno in TV su Cielo.

Gli uomini vanno mandati a quel paese. A loro piace, richiamano sempre tutti. Oggi sono abituati troppo bene, le donne li coccolano, ridono delle loro battute anche se non sono divertenti, li perdonano se arrivano in ritardo e invece vanno trattati male.

La Lear, che si dichiara "felicemente single", si prepara a tornare alla conduzione dal 13 aprile su Cielo, con Voulez vous coucher avec moi?, una retrospettiva cinematografica dedicata ai film erotici francesi, dagli Anni Settanta a oggi.

Esprimo il mio pensiero su tutto e per questo passo per una rompiscatole. Solo davanti a un regista teatrale io taccio. A teatro il regista è Dio e tutti gli altri devono chiudere il becco, me compresa.

Il teatro è per la Lear una scoperta di soli 10 anni fa, ma a Grazia confessa che si tratta davvero di un grande amore.

Pagano poco, le luci non rendono giustizia e sei vulnerabile davanti al pubblico. Eppure essere sul palco mi fa sentire una regina.

La Lear spiega il perché non ha mai affrontato un tour teatrale nel Belpaese.

Hanno portato a Milano la commedia teatrale 'Divina'. In Francia la protagonista ero io, mentre per l'Italia hanno scelto Anna Mazzamauro, con cui, diciamolo, ho ben poco in comune. Ci sono rimasta male. In Italia mi vogliono solo per fare la TV, che raramente è di qualità. Ma io mi concedo il lusso di dire di no. Sparire è terapeutico. Funziona negli affari e anche con gli uomini.

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Amanda Lear: " Gli uomini vanno mandati a quel paese, a loro piace "

Amanda Lear: "Gli uomini vanno mandati a quel paese, a loro piace"
Intervistata dal settimanale Grazia alla vigilia del suo nuovo progetto lavorativo, Amanda Lear ha lanciato un appello controcorrente a tutte le donne.....

Alla vigilia del suo ritorno in tv con un programma sul cinema che ha fatto scandalo, Amanda Lear si racconta in un'intervista esclusiva a Grazia.

Al magazine diretto da Silvia Grilli, tra una battuta e l'altra, la regina della televisione degli anni 80 lancia un appello controcorrente a tutte le donne: "Gli uomini vanno mandati a quel paese. A loro piace, richiamano sempre tutti. Oggi sono abituati troppo bene, le donne li coccolano, ridono delle loro battute anche se non sono divertenti, li perdonano se arrivano in ritardo e invece vanno trattati male".


In questo periodo, Amanda Lear si dichiara "felicemente single" e si prepara alla conduzione, da domani, 13 aprile, su Cielo di "Voulez vous coucher avec moi?", una retrospettiva cinematografica di film erotici francesi dagli anni 70 a oggi. "Esprimo il mio pensiero su tutto e per questo passo per una rompiscatole - dice a Grazia -. Solo davanti a un regista teatrale io taccio. A teatro il regista è Dio e tutti gli altri devono chiudere il becco, me compresa".

Amanda Lear ha scoperto il teatro soltanto 10 anni fa, ma a Grazia confessa: "Pagano poco, le luci non rendono giustizia e sei vulnerabile davanti al pubblico. Eppure essere sul palco mi fa sentire una regina".

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Amanda Lear ...Voulez-vous coucher avec moi ?

GIOVEDÌ 12 APRILE 2018
Voulez-vous coucher avec moi ?

Su Cielo dal 13 aprile, ogni venerdi sera, il ciclo di film sul cinema francese che racconta le sfumature di amore e sesso ....



(DTT 26, Sky 126, TivùSat 19), un lungo viaggio nel cinema francese, in onda dal 13 aprile, ogni venerdì, alle ore 21.15 e 23.00. In palinsesto si alternano i grandi classici del cinema d’Oltralpe, dagli Anni 60 ad oggi, che descrivono tutte le possibili sfumature dell’amore e del sesso, grazie ad alcune delle protagoniste più celebrate come Catherine Deneuve, Sophie Marceau e Juliette Binoche. Tradimenti, passioni, grandi amori, torbide gelosie ed attrazioni pericolose sono al centro di questa nuova rassegna di Cielo. A impreziosire la programmazione ci sarà un’ospite d’eccezione, la “divina” ed eclettica Amanda Lear: una produzione originale di Cielo, in cui Amanda con il suo inconfondibile savoir-faire introdurrà i film in prima serata.

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Il ciclo si apre, venerdì 13 aprile, alle ore 21.15, con “Histoire D’O”, il film scandalo di Just Jaeckin del 1975 in cui la protagonista, la bellissima "O", ama a tal punto René da accettare, per provargli il suo amore, di concedersi su sua richiesta ad altri uomini, subendo da loro ogni possibile licenza erotica. Frustata, sodomizzata, trattata come una schiava, "O" trova la sua felicità proprio in questo totale annichilimento. Non sarà René, tuttavia, a disporre per sempre di lei come padrone assoluto, ma l'ultimo degli uomini ai quali l'ha prestata. A seguire, alle ore 23.00, in onda “Histoire D’O – Ritorno a Roissy”: al centro della trama c’è Madame O, che viene pagata da un gruppo di industriali per organizzare un festino a base di giochi sadomaso, finalizzato a ricattare il ricco finanziere che vuole comprare la loro società. 

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Nelle settimane successive su Cielo gravita un universo cinematografico variegato, che passa da film teneri che affrontano il tema del primo amore, quello adolescenziale che non si scorda mai, come Il “Tempo delle mele” di Claude Pinoteau del 1980 (in onda il 20 aprile, alle ore 21.15), con una giovanissima Sophie Marceau a quelli più audaci, come il controverso “Baise-Moi – Scopami” di Virginie Despentes (27 aprile, alle ore 23.00), film del 2000 che ha suscitato clamore alla sua uscita nelle sale francesi per le sue scene di sesso esplicite. Nella ricca programmazione di Cielo si segnalano anche il “Il Danno” (11 maggio, alle ore 21.15), tratto dal romanzo di Josephine Hart, che vede al centro della trama un importante politico inglese nonché medico affermato, che non riesce a tenere a freno la passione per la fidanzata del figlio e, ormai senza alcun controllo, si rende responsabile della morte del figlio stesso, e “L’iniziazione” (1 giugno, alle ore 21.15), in cui il 16enne Roger va a trascorrere le vacanze nella villa del padre, dove viene a contatto con una serie di donne sessualmente insoddisfatte, tra cui Ursula, la prosperosa cameriera interpretata da Serena Grandi.



A impreziosire la programmazione di Cielo ci sono due prime tv assolute, in onda entrambe venerdì 4 maggio: Exhibition (film del 1976), alle ore 23.00, che raccoglie le interviste realizzate con attrici e attori di film pornografici, e Transgression (2014), a mezzanotte e mezza, in cui il regista Jean-François Davy racconta in presa diretta la sua relazione appassionata con una delle attrici che si sono presentate ai casting del film.