mardi 18 août 2020

Amanda Lear évoque la chambre où elle reçoit ses amants ....

 Installée dans le sud depuis près de quarante ans, Amanda Lear a reçu Le Parisien dans sa maison à Saint-Rémy-de-Provence. L’occasion d’évoquer (avec malice) la chambre où elle reçoit ses amants, la pièce qu’elle préfère.

Article from Sebadelha Julie for Voici




Dans les années 1980, Amanda Lear a acheté une maison dans le sud de la France. À Saint-Rémy-de-Provence, dans les Bouches-du-Rhône exactement. Son coin de paradis. Son élixir de jouvence aussi. « Le soleil, de bons légumes et de l’huile d’olive : c’est mon secret de jouvence », révélait-elle dans une interview accordée au Journal du dimanche (avouant tout de même avoir également cédé aux « petites piquouzes » et aux « nouvelles crèmes de beauté »). Autant d’ingrédients qu’elle peut se procurer facilement en Provence - elle fait même son huile elle-même, avec les olives de son jardin qu’elle récolte et qu’elle porte au moulin. « Je ne pensais jamais vivre en province », confiait-elle également. « Cela m’a permis de devenir une femme mûre, c’est-à-dire comme les fruits du même nom : bonne à consommer ! » Et Amanda Lear n’hésite pas à se faire croquer…


Sa chambre, « la pièce qu’elle préfère »

Amanda Lear a reçu Le Parisien dans sa maison à Saint-Rémy-de-Provence. L’occasion pour elle d’évoquer sa chambre à coucher. Une chambre avec « un lit en baldaquin sur lequel s’enroule un lierre factice, une tête de lit en forme de coquille Saint-Jacques », peut-on lire dans le journal. « Dans mon lit, je suis une perle », plaisante la blonde dont on ne connait pas l’âge exact, malicieuse. Des meubles qu’elle a chinés, évidemment. « J’aime que les objets aient une histoire… vous me voyez chez Ikéa ? », interroge-t-elle. Pour accéder à sa chambre, elle a un escalier extérieur, accessible depuis son jardin. « Il y a un petit côté Roméo et Juliette qui m’a plu », explique-t-elle, avant d’ajouter sans détour : « Je peux recevoir un amant sans que la maisonnée n’en sache rien. » Sa chambre, c’est « la pièce qu’elle préfère », indique le journaliste du Parisien. On ne se demande pas pourquoi…

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dimanche 21 juin 2020

Amanda Lear, artista, cantante, pittrice tra le più note in Italia ...

“IN PASSATO DICEVO 'HO CHIUSO LA 'BOUTIQUE', MA SCHERZAVO. NON È COSÌ” - AMANDA LEAR A ‘UN GIORNO DA PECORA’: “FLIRT? NELLA MIA CASA IN PROVENZA HO 5 STANZE, NON MI SENTO MAI SOLA…” – DALI’? UN MACHO MA SI TRUCCAVA I BAFFI, CON LA MATITA NERA. TANTO CHE QUANDO MI DAVA IL BACIO DELLA BUONANOTTE…" - BORIS JOHNSON? UN CRETINO PATENTATO, TRUMP PREPOTENTE – E SULLA SUA ETA’ RIVELA CHE… 





Amanda Lear, artista, cantante, pittrice tra le più note in Italia ed in Europa, oggi si è raccontata ad Un Giorno da Pecora, la trasmissione di Rai Radio1, che l'ha raggiunta telefonicamente nella sua abitazione in Provenza. “Sono nella mia casa nel sud della Francia, con i miei gatti.

 

Ne ho avuti fino a 13, ho avuto anche qualche capretta, perché amo gli animali”, ha esordito la Lear. 
E' vero che giovedì ha festeggiato il suo compleanno ? 
“No, il mio compleanno è il 18 novembre, compirò 74 anni”. Secondo alcuni lei farebbe gli anni il 18 giugno... “No, assolutamente no”, ha precisato l'artista a Un Giorno da Pecora. 

Come passa la maggior parte del suo tempo a casa ? 
“Io adoro dipingere. In passato dipingevo molti nudi, sia femminili che maschili”.




A proposito di uomini, ultimamente ne sta frequentando qualcuno ? 
“Scherzando in passato dicevo 'ho chiuso la 'boutique', ma non è così. Vi assicuro che anche passati i 60 o i 70 ci sono comunque tanti ragazzi che ti fanno i filo. Una donna ha sempre fascino, anche con l'ironia, la sicurezza e la voglia di vivere si può sedurre, al di là dell'età”.

 
Quand'è stata l'ultima volta che ha avuto un flirt con un uomo ? 
“Diciamo che in questa bella casa che ho in Provenza ho cinque stanze, dunque c'è sempre posto per aver qualche amico che passa a farmi compagnia, non mi sento mai sola”. 

Lei ha avuto una carriera straordinaria: si è mai fatta il conto delle cifre che ha guadagnato ? 
“Ho guadagnato tantissimo. Ma ho anche speso tantissimo: sono una spendacciona. Spendo per tutto, per la casa, per gli animali, per i viaggi, che spesso ho regalato”.

 Qual è il viaggio più costoso che ha regalato ? 
“Una viaggio lunghissimo, in prima classe, dove andammo anche in India.

 Queste cose costano...”

 Lei conobbe molto bene Salvator Dalì. Che tipo era ? 
“Molto passionale, molto spagnolo, ogni domenica andava alla corrida ed era un macho spagnolo tipico, un maschilista. Ma ha avuto una grandissima influenza nella mia vita, siamo stati insieme 16 anni e da lui ho imparato tantissimo, ho imparato come pubblicizzarmi, far parlare di me. Tantissime cose".

Le piacevano i suoi iconici baffi ? 
“Lui si metteva una specie di cera per farli tenere su dritti. E ogni mattina si truccava i baffi, con la matita nera. Tanto che quando mi dava il bacio della buonanotte mi rimaneva il segno sulla fronte”. 

Politicamente lei si sente più di destra o di sinistra ? 
Non faccio politica, ho un passaporto britannico, adoro la regina anche se Boris Johnson è un cretino totale. La regina Elisabetta è meravigliosa, politicamente sono royalista, penso che il meglio per un paese sia aver un re meraviglioso che stia lì fino alla morte, così non c'è bisogno di cambiarlo ogni cinque o sei anni”.

 Donald Trump le piace ? 
“Mi fa un po' paura, cambia idea ogni cinque secondi, non è il mio genere di uomo, prepotente...”



jeudi 18 juin 2020

Amanda Lear: « Salvador Dalì ? Mi mandò da Fellini »

Amanda Lear: «Persi tutto, mio marito e la mia casa. Ma ho saputo ricominciare. 
Salvador Dalì? Mi mandò da Fellini»

Un cameo nella commedia « Si muore solo da vivi » di Alberto Rizzi, dal 18 giugno sulle piattaforme. « Fellini mi faceva abbuffare, con Antonioni si rideva. Ora amo dipingere »

di Stefania Ulivi


 «Capisco bene la voglia di non arrendersi raccontata nel film di Alberto Rizzi. Il protagonista ha perso tutto nel terremoto in Emilia ma non si arrende all’idea che tutto debba finire così. Anche io ho avuto una tragedia terribile nella vita. Ho perso tutto nell’incendio della mia casa, mio marito (Alain-Philippe Malagnac, ndr), i ricordi, i quadri, tutto. Ma devi farti forza e ricominciare, lo so». Amanda Lear è nel cast della commedia Si muore solo da vivi, prodotto da Nicola Fedrigoni e Valentina Zanella, per KPlusFilm distribuito da Fandango, on demand da domani sulle principali piattaforme, con Alessandro Roia e Alessandra Mastronardi.



È un’opera prima, come l’hanno convinta?
«Amo lavorare con i giovani, hanno luce e quando sentono il mio nome non si fermano ai cliché. Accetto volentieri, come ho fatto con «Metti una notte» di Cosimo Messeri. Non si sa mai, forse sono gli Scorsese e Coppola di domani, il talento va incoraggiato».

Lei appare in un cameo, che personaggio è?
«Sono Giusi Ganaglia, una specie di impresaria musicale che se la tira un po’ a cui si rivolge il protagonista, ex leader di una band. Girare in Emilia, a Correggio, è stato bello. Mi hanno raccontato questa storia della saponificatrice, su cui Bolognini girò Gran bollito, non l’avevo mai sentita. La sera in hotel guardavo la saponetta con una certa inquietudine… Scherzo, sono stata benissimo, quando potevo andavo a Bologna a trovare i miei amici. Amo l’Italia. Sarei voluta tornare ora ma con il virus non si può».



Dove ha passato il lockdown?

«In Provenza a casa mia, sono scappata da Parigi all’inizio di marzo. Stranamente dopo tutto questo tempo in campagna quasi quasi non ci torno più. Il lavoro non c’è. E poi, a cosa serve correre come dei matti: sfilate, fashion week, serate? Mi manca il teatro, quello sì e non vedo come potrà veramente ripartire».

Nella sua vita ha vissuto esperienze straordinarie.
«Ho fatto di tutto di più. Se ci ripenso la cosa più sorprendente è il successo con la musica, pezzi come Tomorrow, ho venduto 28 milioni di dischi. Non mi considero grande cantante, lo sono Mina e Ornella Vanoni. Adoro la musica, ho sempre cercato di migliorare. Ora lavoro a un nuovo album, ho registrato tre pezzi, anche uno bellissimo del maestro Riz Ortolani. La mia voce è ancora lì, fare teatro mi aiuta, è un muscolo. Come andare in palestra».



Vita straordinaria e incontri straordinari.

«Fantastici e imprevisti. Chi si aspettava mai di trovare in un locale Salvador Dalì, o che un’amica mi presentasse David Bowie? Creativi, geniali, ho imparato tante cose, liberato la creatività. E ogni incontro ne ha portati altri».

Per esempio?
«Appena conosciuto Dalì, ero una ragazzina, mi disse: “Se vuoi ti mando da Fellini ti farà lavorare”. Salgo su un aereo direzione Roma. Era a Cinecittà, girava forse Satyricon. Mi guarda e dice: “Sei bellissima, a me serve una gigante con tre teste, una nana, non una modella alta, magra e bionda. Torna a trovarmi quando sarai brutta”. Adesso potrei andare ma non c’è più lui. Mi ha portato al ristorante con Giulietta Masina e mi hanno fatto abbuffare di pasta. E poi mi ricordo Bolognini, con cui ho fatto gli spot del Nano ghiacciato e Antonioni che una sera a cena, a dispetto dei suoi film seriosi, mi faceva ridere con le barzellette. Ora mi piacerebbe lavorare con gente come Sorrentino, posso fare la parte di una nonna un po’ pazzesca, una cattiva».



Come passa le giornate?

«Una volta vivevo di notte e la mattina dormivo. Ora mi alzo prestissimo, mi godo il sole, il giardino, cucino, faccio cruciverba, sento gli amici, non posso annoiarmi. E dipingo. È la mia terapia. Quadri con colori accesi, non sarò mai una tipa in bianco e nero, sono sempre la ragazza dei fiori».

Programmi?
«Mi dicono: devi pensare a mettere via soldi per la vecchiaia. Non sarò mai vecchia, perché devo mettere i soldi da parte? Li spendo e si vedrà».

samedi 9 mai 2020

Pays d'Arles : 2 500 masques offerts par Amanda Lear



La plus célèbre habitante de Saint-Etienne du Grès est aussi l'une des plus discrètes. Mais elle a à coeur le bien-être et la sécurité de ses concitoyens. A l'heure du dé confinement, Amanda Lear a financé l'achat de 2 500 masques chirurgicaux pour équiper les habitants de son village ! Une générosité qui se rajoute aux réalisations des doigts de fée des couturières grésouillaises, représentés par Marie-Claude Teyssier et Corinne Lucchesi, qui ont déjà cousu plusieurs centaines de masques alternatifs. L'artiste égérie de Salvador Dali a remis son don en mairie, jeudi 7 mai, en présence du maire Jean Mangion, de Claude Sanchez, Céline Castells, Inès Prieur de la Comble, Elisabeth Rabouin et Edgard Maréchal. Avec beaucoup de précautions.


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mercredi 29 avril 2020

Alain-Philippe Malagnac, Manuel Casella, Marco Piraccini... Les hommes de la vie d’Amanda Lear

Depuis le décès de son époux en 2000, la chanteuse Amanda Lear a eu de nombreuses conquêtes à son actif. Manuel Casella, Marco Piraccini… Découvrez les hommes qui ont fait battre son cœur

Alain-Philippe Malagnac : son second époux décède tragiquement dans un incendie

Avant de faire la connaissance d’un certain Alain-Philippe Malagnac, la chanteuse Amanda Lear a été en couple avec un homme du nom de Morgan Paul Lear. Le couple se marie en 1965 avant de se séparer quelque temps plus tard. Par la suite, la star aurait entretenu une idylle amoureuse avec le célèbre peintre Salvador Dali avant de le quitter pour se consacrer à sa carrière. 
En 1978, la chanteuse fait la connaissance de l’homme d’affaires et collectionneur d’art Alain-Philippe Malagnac. L’interprète de Follow Me l’épouse en secondes noces le 13 mars 1979 à Las Vegas aux Etats-Unis. Ce dernier aurait été l’ancien secrétaire et amant de l’écrivain français Roger Peyrefitte. À partir de 1981, le couple emménage de le village Saint-Étienne-du-Grès près d’Avignon. Malheureusement, Amanda Lear et son époux sont victimes d’un véritable drame en 2000. 

Dans la nuit du 15 au 16 décembre 2000, le mas provençal de la demeure du couple est victime d’un terrible incendie. En Italie au moment des faits, Amanda Lear apprendra le décès tragique de son époux à l’âge de 49 ans. Les pompiers ont retrouvé le corps inanimé d’Alain-Philippe Malagnac près de la cuisine. Dans la chambre d’amis du couple, un autre homme est retrouvé sans vie, il s’agit d’un éleveur de chats du nom de Didier Dieufis. 

Interrogée par le Parisien, la star était revenue sur les circonstances du drame : “J'ai sous les yeux les deux expertises. Les conclusions sont claires : l'acte de malveillance est écarté et l'imprudence ou la fausse manoeuvre sont privilégiées. Mon mari et Didier ont péri des suites de l'inhalation de gaz toxiques. C'est un accident malheureux. L'essentiel, c'est qu'ils n'ont pas souffert”, avait-elle confié en 2001.




Manuel Casella : son fiancé, de 32 ans son cadet

Après la disparition tragique de son second époux, Amanda Lear a retrouvé l’amour dans les bras d’un mannequin italien du nom de Manuel Casella, de 32 ans son cadet. “Peu discrète sur sa vie privée, la chanteuse n’avait jamais caché ses aventures avec des hommes plus jeunes qu’elle. “Ils ont de la bedaine et jouent au golf. A part Dali, je ne suis sortie qu'avec des jeunes”, avait rapporté Plurielles. 

Après une idylle amoureuse et une demande en fiançailles, Amanda Lear a décidé de rompre avec son compagnon en 2008. “J'ai largué mon fiancé italien et je me suis dit : 'Bon je vais rester à Paris, comme ça je ne le verrai plus, puisque lui habite à Milan’”, rapporte Purepeople en 2016.



Marco Piraccini : le toyboy d’Amanda Lear

En 2014, la chanteuse Amanda Lear a été photographiée à de nombreuses reprises au bras un jeune photographe italien du nom de Marco Piraccini. Les deux amants se seraient rencontrés lors d’un vernissage d’une exposition d’Amanda Lear. Après une brève idylle amoureuse le couple s’est séparé. 

Celle qui assume sa réputation de croqueuses d’hommes serait aujourd’hui célibataire. “Je vis dans un petit village, je suis toute seule, je vis seule depuis des années. Ça ne me gêne pas du tout cette histoire de confinement, car j'adore être seule. Je peins toute la journée, je vis avec des chats, je fais un peu de cuisine (...) e m'occupe, c'est fini, y a plus de fiancé, c'est fini tout ça, y a plus rien du tout. Voilà, je suis très heureuse d'être toute seule”, a-t-elle confié ce 27 avril au micro de RTL.

La storia della discomusic: Amanda Lear




“L’età non mi interessa. Ancora adesso i ragazzi mi dicono ‘Quanto sei bella’. E poi l’importante è che sono viva“! Lo  ha detto Amanda Lear in una recente intervista al giornalista Maurizio Costanzo.

Amanda Lear, pseudonimo di Amanda Tapp è nata ad Hong Kong il 18 novembre 1939. O almeno questa è l’informazione che riporta Wikipedia, perchè la cantante, attrice, ex modella, scrittrice, pittrice, doppiatrice e presentatrice televisiva (ha fatto davvero tutto nella sua vita) ha sempre e deliberatamente fornito informazioni contraddittorie sulla sua nascita, sulla sua giovinezza, la scuola e la formazione.

Eclettica, eccentrica e trasgressiva sin dalla sua prima comparsa sulla scena, Amanda Lear inizia la sua carriera come modella e suscita subito molto interesse grazie al suo fisico androgino. Ma per Amanda arriva la svolta quando il suo nome viene legato a quello di un grande artista del Novecento, Salvador Dalì, padre del Surrealismo, folgorato dalla sua stravaganza e per il quale posa per molti anni diventandone la musa ispiratrice. Anche se a lei il termine non piace: “Non mi piace il termine “musa”. E mi piace ancor meno quando mi definiscono “icona”: l’icona sta al cimitero!”.

Attira l’attenzione del pubblico e nel 1973, dopo aver posato sulla copertina dell’album “For Your Pleasure” dei Roxy Music, conosce David Bowie e inizia una storia d’amore con lui. E’ stato proprio Bowie a suggerirle di giocare sull’ambiguità per attirare l’attenzione e di dedicarsi al canto.

Negli anni Settanta e Ottanta la sua celebrità è legata soprattutto alla discomusic e il brano “Tomorrow” è un successo planetario. Grazie alla sua voce bassa e sensuale raggiunge presto l’affermazione in tutta Europa, oltre che in Sud America e Giappone e ha all’attivo 18 album, più di 50 singoli e 30 milioni di singoli venduti nel mondo!

Poliglotta e spigliata, alla carriera musicale ha affiancato anche una fortunata serie di partecipazioni a programmi televisivi  come Strix, Mostra Internazionale Di Musica Leggera, Premiatissima, W Le donne e Cocktail D’Amore.

Altro amore della Lear è la pittura: la sua prima passione. Ha esposto le sue opere, apprezzate dai critici di tutto il mondo a Roma, Rotterdam, Parigi, New York, Berlino, Milano, Ginevra ,Bruxelles e in altre capitali.

Anche della vita sentimentale di Amanda Learsi è detto tutto e il contrario di tutto. L’unico vero e grande amore di Amanda è l’aristocratico francese e produttore musicale Alain-Philippe Malagnac d’Argens de Villèle che ha sposato a Las Vegas nel 1979: da allora non si sono più lasciati e ha dolorosamente dovuto dirgli addio nel 2000, quando è morto nell’incendio della loro casa in Provenza. Da allora solo “ragazzi” molto più più giovani di lei. Ma mai l’amore: “Io penso che nella vita abbiamo un solo grande amore. E per me è stato mio marito”, dice la Lear.

Tra le canzoni che ci hanno fatto ballare, oltre Tomorrow, ci piace ricordare Queen Of Chinatown, Blood and Honey e Enigma.

Amanda Lear si e’ cimentata a cantare anche nella nostra lingua con brani come Ho Fatto L’Amore Con Me e Incredibilmente Donna.

Il modo migliore per congedarci dalla vostra lettura sono proprio le parole di Amanda Lear, che afferma:“Ho una nuova carriera davanti, un’altra incredibile alle spalle, e continua avanti quando tutti si sono già fermati, morti e seppelliti”!

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samedi 21 mars 2020

Amanda Lear senza freni: “ho 80 anni e faccio sesso due ore al giorno”

Amanda Lear durante una intervista al settimanale Oggi, ha fatto rivelazioni davvero piaccanti. "Fare sesso due ore al giorno è il massimo anche a 80 anni"

La showgirl e cantante più camaleontica del nostro tempo, Amanda Lear, ha dichiarato senza freni, come è solita fare, che nonostante i suoi 80 anni, fa due ore di sesso al giorno e che chi ha ancora dubbi sul fatto che lei sia un uomo è un vero idiota.

L’intrigante e misterioso alone che ha da sempre orbitato attorno all’eclettica Amanda Lear potrebbe essere una volta per tutte eliminato. La sardonica showgirl ha rivelato con molta disinvoltura che fare sesso due volte al giorno è fantastico anche ad 80 anni come lei. L’attrice ha poi aggiunto di aver fatto testamento e di aver espresso la sua volontà di lasciare il suo intero patrimonio ai suoi 10 gatti.

Bizzarra scelta quella di Amanda Lear ma nemmeno troppo fuori dagli schemi considerando il personaggio. La showgirl ha poi continuato l’intervista criticando il cinema italiano.



La data di nascita di Amanda Lear non è mai stata in realtà dichiarata, lei stessa ha sempre dato tre età diverse ma pare che finalmente abbia rivelato di aver compiuto 80 anni. L’età per l’istrionica attrice nonchè musa del pittore surrealista Salvador Dalì, non è mai stata un problema, anzi. Ha sempre vissuto e continua a vivere la sua sessualità e la sua vita al massimo.

Ma non è solo il sesso che ha trattato nell’intervista, bensì anche la sua eredità che lascerà in toto ai suoi amati gatti: “I miei gatti mi hanno salvato, sono stati i migliori medici per me”. Dopo l’amore per i suoi felini domestici, Amanda Lear ha spaziato sul cinema italiano muovendo delle critiche “Sfortunatamente gli italiani non hanno una cultura cinematografica meravigliosa come quella dei francesi”.


È stata sicuramente un’intervista interessante e piena di misteri svelati quella rilasciata da Amanda Lear che ha scelto come sempre di raccontarsi senza filtri, come solo lei sa fare.

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Amanda Lear: “ I do two hours of sex a day ”

Amanda Lear: “In 80 years I do two hours of sex a day, who says they are a man is an idiot ”


Amanda Lear has released an interview with the weekly Today. The actress and showgirl was told with the usual spontaneity, ranging from sex to 80 years to the love of his cats, through a critique of the Italian cinema. She said in Italy you girerebbero only antics. Here is what she said.

The love and the sexuality at the age of 80

The birth date of Amanda Lear has always been a mystery. The actress has confirmed three different, ranging from 1939 to 1950. According to the weekly Today that he interviewed, he would have been eighty years of age. Therefore, the exact date should be 1939. For Amanda Lear, age has never been an important detail. Continue to fully enjoy his life and his sexuality: “Now, when I have a young lover, I like to share my life in general, not just the bed. Two hours of sex a day is the maximum“. Then he disproved an urban legend on his account that years circulating with insistence, and that she herself fed: “he Who has seen my photos on the Playboy and continued to say that man is definitely an idiot“.

Will leave the legacy to the cats

Amanda Lear, then, she trusted to have already decided who will leave his heritage. Enjoying his money will be her ten cats. In the testament, in fact, has left everything to an association which will have the task of taking care of them: “my cats I have saved, were the best doctors for me“. However, the actress has not hidden a hey, big spender and, therefore, does not exclude that at the time of his departure, is left with very little of his earnings: “Will be able to sell my home, my pictures”.





The criticism of the Italian cinema

Amanda Lear not certain with hands. Said, in fact, be a turning of the Italian comedies. However, it has not had flattering words for the cinema made in Italy: “Unfortunately the italians do not have a film culture as wonderful as the French. In Italy do not turn a serious film, only antics. But they know that I enjoy them, and then people are very confused, and unsure of what happens and wants to laugh”. Here the interview Today.en.

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samedi 15 février 2020

Amanda Lear a ruota libera


          Amanda Lear a ruota libera: i segreti a letto di Donald Trump e la mazzata a Morgan


Amanda Lear assedia la prima puntata de “L’Assedio”, il programma di Daria Bignardi su Canale Nove ripartito da ottimi ascolti: 366.000 spettatori per l’1,6% di share, +18% rispetto a un anno fa: “Ai tempi di Dalì ero depressa, mi drogavo, ma non quanto Morgan. La sua pittura non mi piaceva. La telefonata tra lui e Picasso? Parlarono di prostata! David Bowie non si struccava mai e mi sporcava le lenzuola. Donald Trump si eccitava con la mia musica. Sono finita nuda in ascensore con Anna Wintour. Ero ricca, ma i ragazzi giovani costano! Ho negato un selfie: la signora era abituata a essere brutta, io no!”



La vita di Amanda Lear è fantasmagorica e ipnotica come un quadro del suo mentore Salvator Dalì. A "L'Assedio", indossa una maglia trasparente con i ricami sul seno nudo e regala allegria fin dall’ingresso in studio: “Questa è una canzone di Baustelle, mi volevano in un loro video, ma ho chiesto troppo e quindi niente! Se ho guadagnato molti soldi? Sì e li ho spesi TUT-TI. Mi dicono ‘non metti soldi da parte per quando sarai vecchia? Ma non sarò mai vecchia!!! Dove li metto? In shopping, pensi che se compri una borsa ti passa la depressione e invece no. Hai solo una borsa in più”. Daria Bignardi, come tutti noi, è affascinata dall’artista e stupita: “Ma come depressa?” e Amanda Lear: “Ah con Dalì ero molto depressa, mi drogavo pure… non come Morgan.. però… Cosa trovavo deprimente? Ero a Londra, giovani, volevamo cambiare il mondo e ci credevo, la depressione era dovuta alla constatazione che non ci riuscivamo”.



Sull’ultima sfilata di Jean Paul Gautier rivela :”Mi voleva a tutti i costi perché avevo le gambe più belle del mondo. Gli dissi che doveva farmi un vestito che copriva la pancia, non ho più l’età per sfilare e lui mi fece una specie di sacco tutto paillettato e mi fece uscire in braccio a due boys, ma la gente pensò ‘uh poverina, non può più camminare! Ma il vestito era talmente corto che si vedevano le mutande! Subito dopo nel backstage, mi spoglio e resto in mutande e tette nude, mi infilo di corsa nell’ascensore per andare in camerino, mi volto e vedo Anna Wintour, la direttrice di Vogue famosa per voler prendere l’ascensore da sola”. La Lear dà vita a uno sketch esilarante per raccontare il momento imbarazzante, si porta le mani sul seno e dice: “Ecco io ero così e in mutande, le chiesi scusa e lei mi disse di non preoccuparmi e che le ero piaciuta. Terribile”. Amanda è un meme vivente: “La musica disco? Mi obbligavano le case discografiche. Tomorrow la odio, era un tormentone, gne-gne, ma ha pagato l’affitto per tanti anni! Sono grata a David Bowie perché mi ha spinto a cantare però non era il mio tipo di uomo. Magrolino, inglese, senza sopracciglia, truccato più di me, di notte non si struccava e mi sporcava tutto il letto”.



Inevitabile parlare di Salvator Dalì: “So che in Spagna stanno facendo un film, sullo schermo c’è una con una parrucca bionda che fa me, ma non sono ancora morta!!! La telefonata tra Dalì e Picasso? Eravamo insieme a Cannes, era febbraio, ci annoiavamo e disse ‘chiamiamo Picasso’, io fui felice perché mi piaceva la pittura di Picasso e non quella di Dalì” e la Bignardi: “Non ti piaceva Dalì?”, “No, no mai! Allora lo chiama, Picasso gli chiede se è con la moglie Gala e lui risponde ‘no, sono con Amanda, questa ragazza mi fa compagnia. Sono ancora sposato con Gala, ma c’è anche Amanda, poi ti spiego. E Picasso comincia ‘ah, uhm, ma ti tira ancora?!’” e io pensai: “Sto ascoltando due geni della pittura e invece di parlare di Andy Warhol, parlavano dei loro problemi di prostata, due vecchietti rincoglioniti…”. Di aneddoto in aneddoto, Daria Bignardi tocca l’argomento Donald Trump e la Lear non delude: “Sì, incontrai l’ex moglie Ivana e mi disse che la mia voce lo eccitava, ascoltava la mia musica mentre faceva sesso. E’ incredibile che possa essere rieletto con tutto quello che ha combinato”.



Amanda Lear preferisce vivere in Francia perché si è affermata come attrice di teatro e nel tempo libero fa i cruciverba, dipinge, raccoglie olive e fa l’olio: “Una vita completamente diversa da quella mondana di anni fa. Sono felicissima. Ho avuto una vita straordinaria, ho girato tutto il mondo, ho venduto 28 milioni di dischi” e la Bignardi: “Sei ricchissima allora”, “Ero! Mi sono innamorata di tanti ragazzi che costano… eeeh se costano… quando sono innamorata sono molto generosa. Io non ho mai cercato i ragazzi, sono loro che vengono da me, c’è il fenomeno della gerontofilia… evidentemente non sono da buttare, mi fa piacere. E’ importante per una donna sentirsi seducente, ma a che serve essere bella dentro, se poi non entra dentro nessuno?”. La Bignardi le chiede l’età: “Si è convenuto che tu ne abbia 80, ma mi sembra impossibile”, “E’ impossibile infatti. Io vedo il mio corpo, i giornalisti possono scrivere quello che vogliono, ca**i loro, non mi interessa. Il mio genere sessuale? Quarant’anni fa faceva notizia, oggi no. E’ trasgressivo chi si sposa in chiesa” dice semiseria la Lear. Chiusura boom: “In Italia tutti cercano di diventare personaggio, io invece ho una vita molto tranquilla, vado al supermercato, faccio la spesa, l’altro giorno una signora si avvicina e mi chiede un selfie, io le dico no perché non ero truccata ed ero brutta e lei mi fa ‘fa niente, anch’io sono brutta’ e io ‘va beh.. tu sei abituata! Mi salva l’ironia: mai prendersi sul serio”. “Sei proprio Amanda da amare” chiude estasiata Daria Bignardi.

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Le dîner idéal d'Amanda Lear

Point de Vue vous invite à la table d'une personnalité.
Cette semaine, la muse et artiste éclectique Amanda Lear, nous livre les secrets de son dîner parfait !


                         Quel est le nombre d'invités idéal ?

Pas plus de cinq invités et surtout pas de couples, trop ennuyeux!

                           Le style: plutôt informel ou chic ?

Totalement informel! Comme je ne cuisine pas beaucoup, j'aime l'idée de réunir quelques amis dans un bistrot sympa ou même un chinois.

                            De la musique en fond sonore ?

Surtout pas, cela risquerait de couvrir les voix.

Amanda Lear et Salvador Dalí chez Maxim's, lieu emblématique de l'Art nouveau et rendez-vous incontournable de nombreuses célébrités internationales. © Collection particulière Amanda Lear

Un exemple de menu ?

Pour commencer, je ne me lasse jamais d'une entrée fraîcheur à base de salade, saumon et crudités. En plat de résistance, j'aime tout ce qui est copieux et généreux, si possible traditionnel. Pas de fromage, mais un dessert délicieux et gourmand. Des vins variés à volonté, du champagne pour fêter un anniversaire, et un limoncello pour la digestion. À ces préoccupations, vient s'ajouter ma vie d'oléicultrice...! J'ai en effet une trentaine d'oliviers chez moi, dans la vallée des Baux de Provence, dont je récolte les olives début novembre, avant de les porter au Moulin de Maussane où je croisais souvent mon voisin Charles Aznavour. La coopérative me donne ensuite quelques bouteilles d'huile d'olive pour ma consommation personnelle... un vrai plaisir!

Muse, top model, chanteuse et comédienne… Amanda Lear a rencontré tout ce que le XXe et XXIe siècle naissant auront compté d'artistes charismatiques et influents. La voici à New York avec Andy Warhol au restaurant Le Cirque. © Collection particulière Amanda Lear​

Éclairage électrique ou à la bougie ?

Des bougies toujours, ou bien des petites lampes Maxim's à abat-jours rosés. Jamais d'éclairage plafond, c'est horrible! Les lumières doivent être tamisées et flatteuses pour les dames...

Un thème ou une couleur pour la décoration de table ?

Des fleurs au centre de la table, si possible aux couleurs joyeuses et aucune œuvre d'art. Selon moi, on doit pourvoir se concentrer à l'essentiel: le dîner et la conversation.

Une idée pour un cadeau d’assiette ?

Sous chaque serviette un CD comme petit cadeau, un des miens ou d'une autre artiste, mais plutôt un des miens... ;)

Déjeuner à Cadaqués avec Kirk Douglas à l'été 1971. © Collection particulière Amanda Lear

Le dîner le plus mémorable auquel vous ayez assisté ?

Salvador Dalí m'emmenait souvent à des dîners mondains étonnants, parfois trop ennuyeux à mon goût. J'ai assisté à beaucoup de dîners mémorables avec Alexis de Rédé, Marie-Laure de Noailles, Louise Vilmorin et André Malraux... Il me revient une soirée particulièrement fascinante donnée par les Rothschild à Ferrieres: le Bal Surréaliste. Il y avait des vedettes, des stars, des têtes couronnées, c'était absolument exceptionnel et extravagant. Je me souviens aussi d'un soir avec Rainier III et la princesse Grace à Nice. Dalí embarquait le lendemain pour New York, et il y avait eu cette rencontre décontractée, totalement privée de protocole dans un salon du Negresco. Rainier riait énormément aux élucubrations de Dalí, tandis que nous conversions avec Grace, une occasion pour elle de se confier sur le Hollywood qu'elle avait connu. Connaissant le goût du prince pour les animaux, les fauves en particulier, Dalí avait emmené ses deux ocelots, Babou et Bouba pour les lui montrer. Une soirée merveilleuse, rien que le prince Rainier, Grace, Dalí et moi...

Les sujets de conversation à éviter ?

Bien sûr, il faut éviter la religion. On évite d'ailleurs tous sujets qui risqueraient de gâcher l'esprit convivial du dîner.

Le pire voisin de table que vous n’ayez jamais eu ?

Une fois, Dalí m'a emmenée dîner chez Coco Chanel. Elle n'a pas arrêté de parler à toute vitesse, si bien qu'on ne pouvait pas placer un mot. À cela, elle n'a cessé de tout critiquer, la mode, la mini-jupe... c'était très désagréable.

Avec qui rêveriez-vous de dîner ?

J'aimerai dîner avec un invité cultivé, fascinant, qui sache me raconter de savoureuses anecdotes. Ou alors partager un bon repas avec un grand artiste comme Léonard de Vinci, Mozart, Orson Welles ou Hitchcock...

Amanda avec Yul Brynner au Train Bleu. Dalí adorait le décor baroque de ce restaurant emblématique de la gare de Lyon et y donnait souvent des dîners. © Collection particulière Amanda Lear


La règle numéro un d'un bon hôte ?

C'est un savant mélange. Pour moi, un bon hôte doit savoir mettre ses invités à l'aise, avoir l'art et la manière d'effacer le côté guindé lorsque les invités ne se connaissent pas. Il ne doit pas manquer de surveiller les conversations afin qu'aucune des discussions ne dérive vers des sujets trop délicats ou embarrassants... Enfin, avoir l'intelligence de mettre en valeur chacun de ses invités, leur donner de l'importance en vantant leurs qualités ou leur travail. Et relancer la conversation dès qu'un "ange passe", un silence bien souvent gênant...