jeudi 7 juillet 2016

AMANDA LEAR: LA VOCE PIÙ CHE IL FISICO È IL MIO STRUMENTO DI SEDUZIONE. COME MARLENE DIETRICH.....

THE VOICE OF AMANDA - “LA DISCO NON ESISTE PIU’. MADONNA, BEYONCÉ, JENNIFER LOPEZ SCULETTANO PER FARE MUSICA. IL ROCK? NON BASTA INDOSSARE UN GIUBBOTTO DI PELLE, E’ UNA FILOSOFIA -LA VOCE PIÙ CHE IL FISICO È IL MIO STRUMENTO DI SEDUZIONE. COME MARLENE DIETRICH" 


Attrice, cantante e modella, Amanda Lear pubblica un nuovo album (con dvd), con brani dal pop al jazz, fino alla cover di «Macho man» - “La parola trasgressione non esiste neanche più; è tutto superato, omologato. Oggi chi fa vera musica sta fermo davanti a un microfono e canta”... 




Quattro anni fa era ancora in passerella, sfilando a Parigi per la collezione di Jean Paul Gaultier... Difficile star dietro a tutti i suoi progetti, anche oggi che ha abbondantemente superato i 70 anni e lavora a teatro (spettacoli parigini come La candidate e Panique au ministère), dopo essere passata più volte dalla nostra tv con programmi che vanno da Il brutto anatroccolo a Si può fare! di Carlo Conti.

Modella, pittrice, attrice, musa e amante di Salvador Dalì ma soprattutto cantante, Amanda Lear torna con il nuovo album Let Me Entertain You (con brani che spaziano da un sofisticato pop jazz alla cover di Macho Man passando per Smile di Chaplin e un duetto inedito col cantautore Gianluca De Rubertis) a due anni di distanza dal suo disco-tributo a Elvis Presley. Risponde al telefono da Parigi dove, dice, «fa un freddo cane».



Come mai questo ritorno in grande stile?
«I miei fan si lamentavano che da tempo non facevo uno spettacolo... Del resto negli ultimi sette anni sono stata presa dal teatro. Così ho deciso di offrir loro un vero show su disco (doppio) più un dvd che rende ancora meglio l' idea della festa».

Un bel regalo...
«Sì, in tempi tanto neri c' è bisogno di un po' di ottimismo, per questo ho scelto brani come Smile. Ho scritto tante canzoni impegnate in passato, qui invece non c' è messaggio, ma la voglia di rappresentare un futuro più roseo».

Lei è stata la regina della trasgressione, cosa c' è di trasgressivo oggi?
«La parola trasgressione non esiste neanche più; è tutto superato, omologato. Madonna, Beyoncé, Jennifer Lopez non hanno inventato nulla... Non è più il momento di sculettare per fare musica. Chi fa vera musica sta fermo davanti a un microfono e canta».



Lo dice proprio la ex regina della disco?
«Sono stata un simbolo per i ragazzi che andavano in discoteca, la gente ha grande nostalgia per quel periodo - persino personaggi come Dolce & Gabbana - ma per me la disco non esiste più. Oggi c' è la dance, che è tutta un' altra cosa».



Però ha rifatto Macho Man...
«È un classico dei Village People e nessuno l' ha mai ripreso. Soprattutto una donna e, inutile negarlo, alla donna piace l' uomo macho».

La sua voce così roca l' ha facilitata o le ha creato problemi?
«All' inizio mi hanno criticata, ma io ho sempre utilizzato la voce più che il fisico come strumento di seduzione. Oggi tante cantanti come Patty Pravo hanno abbassato di un' ottava la voce, sarà la vecchiaia... La mia invece s' è alzata perché ho allenato, con la recitazione, i muscoli della gola».



Come ci si sente ad essere un sex symbol?
«Al centro dell' attenzione. Il mio modello fisicamente era Sandie Shaw, fu così che iniziai a fare la modella. Ma a una certa età è importante che la gente si innamori della tua voce, come Marlene Dietrich che cantando era sensuale anche a 80 anni».

Cosa pensa del rock di oggi?
«Oggi molti sono convinti che per fare rock basti indossare un giubbotto di pelle e jeans strappati. È tutto troppo commerciale, non sono più i tempi d' oro di Jimi Hendrix ed Eric Clapton».



O di Elvis...
«Gli ho dedicato un disco perché è un mito assoluto, altro che Michael Jackson! Pensi che Elvis frutta ancora 50 milioni di dollari l' anno in diritti alla sua famiglia».
 
Di rocker ne ha conosciuti.
«Negli anni ruggenti a Londra sono stata molto amica di Brian Jones e poi ho avuto una storia con David Bowie. Quello era un mondo davvero libero e sperimentale; con Bowie incisi il mio primo disco ma non uscì, non ricordo più perché».



E con Salvador Dalì?
«Mi ha insegnato molte cose, soprattutto a scoprire l' artista che è in me (nel 2007 è stata insignita in Francia dell' Ordine delle Arti e delle Lettere per il suo contributo all' Arte, ndr), ma preferirei parlare del presente».

suoi progetti allora.
«A giugno sarò in Italia per girare un film con Cosimo Messeri, ex assistente di Nanni Moretti, poi farò uno show per la Rai da Sorrento e infine partirà la mia tournée musicale».


dimanche 3 juillet 2016

Amanda Lear & Salvador Dali & Andy Warhol: Encounters in New York and Beyond....

Amanda Lear & Salvador Dali & Andy Warhol: Encounters in New York and Beyond....


June 26, 2016: A book exploring the relationship of Andy Warhol to Salvador Dali by Torsten Otte is due to be published in August 2016. The book compares the biographical details of the two artists in addition to covering the possible artistic influences and the various encounters of the two artists - which were more often than is usually assumed.
The 400+ page book is quite an achievement. Otte has been working on it for a considerable amount of years and it is well-researched. Sources include emails from Billy Name, Gerard Malanga and Benedetta Barzini and conversations with Phillip Halsman's daughter Irene, Warhol's (deceased brother) Paul Warhola, Brigid Berlin, William S. Wilson, James Warhola, Serendipity founder Stephen Bruce, Udo Kier, Vincent Fremont, Cornelia Guest, Benjamin Liu, Vito Giallo, Wynn Chamberlain, Brigid Berlin, Harold Stevenson, and a considerable amount of other people who had contact with either or both artists. In addition to the abundance of information, there is also an excellent selection of more than 50 photographs.
The book is published by Scheidegger & Speiss. More details on the publisher's website here which also includes a table of contents and a "look inside" sample of pages from the book, including a photo of Dali and Amanda Lear in Paris.



samedi 2 juillet 2016

Amanda Lear " Sa dernière Provocation à Roma .... Italia ""

Amanda Lear n'en rate pas Une .... Elle vient de poser une photo prise par son jeune amant juste en sortant du lit ..... En plein tournage Cinéma à Cinecitta ( Les studios italiens de cinéma ) à Roma ... 
La belle en a profité pour aller faire quelques courses à coté à Cinécitta 2 , un grand centre commercial très attractif, pour rencontrer un beau serveur d'une magnifique Trattoria ...
Aussitôt elle a posé l'image sur son Instagram Private ....



“Nude in Rome”. È l’ultima provocazione di Amanda Lear. La musa del pittore Salvador Dalì sfoggia un fisico inviabile. La modella, cantante e attrice regala ai suoi tanti follower uno scatto in cui appare nuda con solo un lembo di stoffa leopardato sulle parti intime. Davvero inviabile il fisico di Amanda Lear che dimostra di essere una leggenda vivente. Non è la prima volta che Amanda mostra le sue forme. Già lo scorso anno era stata paparazzata a Saint Tropez in compagnia del suo nuovo fidanzato: e anche in quel caso aveva sfoggiato un fisico perfetto e invidiabile.
Insomma una musa e una leggenda a tutti gli effetti. Amanda Lear ha intrapreso la sua carriera come modella all'inizio degli anni sessanta, distinguendosi per una certa androginia, che colpì anche il pittore surrealista Salvador Dalí, per il quale posò spesso.


In una recente intervista rilasciata a IoDonna ha parlato proprio della sua incredibile carriera: da Dalì a David Bowie passando per Andy Warhol. Amanda ha sempre detto che è successo tutto per caso e le sue frasi lo confermano.“Contrariamente a tante ragazze che frequentano la scuola di recitazione e magari hanno in testa un piano per la propria carriera, io non ho mai fatto nessun progetto. Credo tantissimo nel destino, credo che qualcuno decida i miei incontri, anzi, ne sono convinta: magari entro in un ristorante e toh, c’è Woody Allen! Ed è così che dev’essere la vita: ho incontrato Dalí completamente per caso in una discoteca, ho conosciuto David Bowie per caso, Bryan Ferry lo stesso, Andy Warhol idem. Andy Warhol era molto furbo, interessante. Quello che mi affascinava di Bowie, invece, era che non era colto, aveva parecchie lacune, ma faceva di tutto per essere all’altezza”.



mercredi 22 juin 2016

Amanda Lear et ses camarades de scène à Paris ... Le 7 Novembre 2016 à La Michodiere

« La Candidate » De Jean Franco Et Guillaume Mélanie;

Avec Amanda Lear




Vous Vous Souvenez sans doute qu’il y’a quelques mois, j’avais écrit un article sur une rencontre inoubliable avec Un Duo D’Auteurs dont les pièces cartonnent à chaque fois qu’elles sont jouées : Jean Franco Et Guillaume Mélanie. Et le 1er bébé de ce duo fut un des immenses succès théâtrale de la Saison 2009 : « Panique Au Ministère ».


Souvenez Vous…
Au Ministère De L’Éducation;Le Ministre Louis Tesson (Raymond Acquaviva) est au bord du gouffre : non seulement sa femme (Elie Axas) , de qui il veut divorcer, ne le lache pas; mais en plus la réforme de l’uniforme à l’école imposée par son ministère ne plait pas à tout le monde, et surtout aux jeunes. Heureusement il est aidé par Gabrielle Bellecourt (Natacha Amal), sa chef de cabinet; très rigoureuse et assez « cul-pincée ». Mais Gabrielle a elle aussi ses soucis : Sa Fille Sarah (Camille Hugues) qui cherche à quitter le nid familial aux frais de sa mère; et surtout sa mère Cécile (Amanda Lear), une sexagénaire psychédélique carburant à l’herbe et aux cocktails, qui décide d’ouvrir une boite gay à deux pas du ministère !! L’Arrivée D’Eric (Edouard Collin), un jeune homme de ménage/jardinier; va légèrement bouleverser tout ce petit monde et tous vont provoquer La Panique Au Ministère ...


Le Succès de cette pièce donna envie à Jean et Guillaume d’écrire une suite à ce petit bijou; mais à 3 conditions : Une Histoire Solide et Crédible;Une Evolution Des Personnages et Retrouver aussi toute l’équipe originale de « Panique Au Ministère »… Ainsi Naquit « La Candidate »



Quelques années ont passé depuis « Panique au Ministère »; Gabrielle et Eric sont mariés, ainsi que Sarah et Louis. Sarah est enceinte, Louis a pris sa retraite; et Gabrielle et Eric sont les bras droits du nouveau ministre De La Jeunesse Et Des Sports : Cécile; la mère de Gabrielle !! Grâce à un stage financé par un émir du Qatar qui a eu le béguin pour elle; elle et Eric ont grimpé à la vitesse de l’éclair les échelons de la politique.Et quelle n’est pas la (mauvaise) surprise pour Gabrielle et Eric quand sur un coup de tête… Cécile décide de se présenter à l’Election Présidentielle !!!



Je m’étais bien amusé en voyant « Panique Au Ministère » et donc je m’attendais a pareil, voire mieux avec « La Candidate ». Et bien ce fut le cas !! Toute la troupe nous entraine dans 90 minutes de fous rire et de délire sans interruption. Amanda Lear est tout simplement bluffante et tonitruante toujours dans son rôle de sexagénaire psychédélique;qui cette fois là entre dans la course à la présidence entrainant toute sa famille avec elle. Raymond Acquaviva est juste excellent et hilarant, comme toujours, en Ex-ministre/futur papa/première « dame » de France. Marie Parouty est Très drôle et très juste (bien plus juste que Natacha Amal qui en faisait beaucoup trop à mon gout dans « Panique Au Ministère ». Je regrette d’ailleurs de ne pas avoir pu la voir dans le 1er Opus, elle devait être extra);en conseillère totalement dépassée par le comportement de sa mère et en pleine crise de couple. Eric Collin arrive à nous faire rire tout en gardant le sérieux de son rôle de conseiller; tentant de contrôler son électron Libre De Belle-mère. Camille Hugues est tout bonnement parfaite dans son rôle de future maman qui voit son mari se transformer en « première dame de France » et obligée de se cacher pour pas que la presse découvre la vérité…mais qui pourtant est le plus clair de son temps fourrée au ministère ! Nouvelle Arrivante dans cette troupe;Lydie Muller joue le rôle De Samantha Kolaski, le bras droit du concurrent principal de Cécile; dont le charme ne laisse pas l’un des membres de l’équipe indifférent. Un rôle de garce détestable et prête à tout pour arriver à ses fins; rôle que Lydie interprète avec simplicité,humour et justesse. En effet,là où plusieurs comédiennes jouent les garces avec excès,Lydie Müller joue son rôle sans trop en faire;sans entrer dans la caricature. Elle est de ces garces que l’on adore détester; mais son personnage hélas se fait assez vite effacer en présence de la tribu d’origine…


Pour résumer, la dernière de « La Candidate » fut un festival d’humour et de fous rire; même entre les comédiens entre eux (mention spéciale à la scène des « vacances » et à la scène finale surtout ce jour là ! lol). La Salle riait aux éclats et a offert à cette sublime troupe une Standing Ovation amplement méritée.



Les critiques de Monsieur N


Magnifique Dernière…Pour Le Moment !! Car En effet;Toute Cette Détonnante Troupe Se Retrouvera Dans Ce Même Théatre De La Michodière dès Le Mois De Novembre !!!!!




samedi 4 juin 2016

Amanda Lear déclare en Italie " Plus d'intérêt pour le Feu "

Amanda Lear: «Fare l'amore non m'interessa più»
 «Faire l'amour ne m'intéresse plus»...
La camaleontica musa di Dalì non ha più interesse per il sesso....
La caméléon muse de Dali n'a plus d' intérêt pour le sexe....

Amanda Lear New CD

«Ladies and gentlemen, Amanda Lear!», dice una voce maschile, che apre Let Me Entertain You, il nuovo album di Amanda Lear, che contiene 18 brani tra inediti, hit e cover.



18 canzoni per ricordarci che Amanda Lear esiste ancora, anche se trascura gli italiani? «Penso sempre all’Italia, ma la noia è la mia peggior nemica. Da voi mi proponevano sempre le stesse cose. Negli anni Settanta ho inventato un personaggio, aggressivo e trasgressivo, ma ora non potrei riproporlo. Ammiro gli italiani, che guardano la trasmissione della domenica, prima con Baudo e ora con Giletti. Ma che p… pizza!»


Amanda Lear

In Francia, invece, che cosa fa? «Da anni salgo ogni giorno sul palcoscenico di un teatro. Il mio ultimo spettacolo si intitola La candidate e parla di una politica che si presenta alle presidenziali, un po’ come Hillary Clinton. Ho messo una clip su YouTube, ho ricevuto 2 milioni di visualizzazioni e molti incoraggiamenti a scendere in campo. La gente non ne può più delle solite facce».

jeudi 19 mai 2016

Amanda Lear : laissez-la vous divertir…



Puisqu’elle vous le demande. La septuagénaire vit de nouveau une actualité brûlante : un double album, une nouvelle pièce de théâtre et un concert.
Amanda Lear, reine de la nuit ? Plus vraiment… plutôt reine des soirées. Après les pièces Panique au Ministère (qui avait notamment cartonné dans toute la Belgique et sur la RTBF), Lady Oscar et Divina , elle présente, depuis février, au public parisien La Candidate , suite de Panique où elle se présente carrément à l’élection présidentielle française de 2017.



Au bout du fil, elle est très heureuse d’aussi parler de son nouvel album, Let Me Entertain You (Laissez-moi vous divertir pour les non-anglophiles), qu’elle espère porter jusqu’ à la scène. Que de croix sur le calendrier ! "Moi, vous savez, vu mon espérance de vie, je ne fais pas trop de projets sur les dix ans à venir", nous lance-t-elle nonchalamment. Mouais, on a du mal à la croire tant les propositions se bousculent au portillon.

Amanda Lear joue donc sur scène à Paris, s’apprête à partir à Rome fin juin pour un film… et vient de sortir un double album. Chaque interview avec cette croqueuse d’hommes, pardon, de projets, a donc de quoi durer une heure… "C’est très excitant de sortir un album un vendredi 13. Je suis très superstitieuse comme tous les artistes. Normalement, ça porte chance !" Elle s’y est consacrée durant presque toute l’année 2015 alors qu’on lui écrivait une nouvelle pièce. Une année en studio pour un disque pensé dès le départ comme une double compile. "Ça ne m’était jamais arrivé et il était temps de marquer le coup. À force de jouer des rôles comiques et d’enchaîner les pièces, les gens avaient oublié que j’étais chanteuse. J’ai souhaité leur rafraîchir la mémoire et revisiter toute ma carrière musicale." Un disque pensé pour la scène, le lieu où les gens viennent vous voir pour écouter le nouveau matériel mais également les étoiles d’une couronne et les blessures de guerre.

Mais Amanda est plutôt pour un retour au positivisme. "J’ai écrit de nouvelles chansons en français car on me reproche souvent de ne chanter qu’en anglais. Les Français sont vraiment à part. Bref, dans ces nouveaux textes, dont Couleurs car je peins beaucoup , je suis sur des notes optimistes car les temps sont assez noirs. J’ai pris exemple sur Charlie Chaplin ou Tony Bennett."Et aussi étonnant que cela puisse paraître, cet album du plaisir fut pour l’artiste la première occasion de voir d’authentiques instruments de musique dans un studio ! Adieu les ordinateurs, les machines, les synthés, les boîtes à rythmes et bonjour les clarinettes. Elle l’avait déjà martelé sur la pochette d’un album précédent : I Don’t Like Disco ! De la nouvelle musique qui lui donne des envies de récital, de tournée, de partage avec son public. "Vous savez, c’est quand même mon 18e album donc j’en ai des centaines, de chansons ! Mais ce n’est pas pour tout de suite. Une fois que vous cartonnez au théâtre à Paris, on vous prolonge sans cesse !"



Un bémol pour la Lear qui adore le changement et avoue se lasser très vite. "La pièce La Candidate fait quasiment salle comble chaque soir malgré les attentats de Paris et de Bruxelles et je m’arrête en juin pour aller tourner dans un film pendant un mois à Rome. Je reprends ensuite à la rentrée jusqu’au début de l’hiver. Puis, stop hein. Je ne vais pas la faire toute ma vie non plus !" Avant qu’on ne la traite d’ingrate, elle ajoute :"Je me rends compte que j’ai beaucoup de chance. Des tonnes d’auteurs me contactent pour m’écrire des projets et je suis ouverte à tout. Ça m’excite de chercher de nouveaux moyens pour faire passer de nouvelles idées."Nul doute qu’elle prépare donc déjà la suite…

Direct Link by Luigi Lattuca

mercredi 18 mai 2016

Amanda Lear : « En tournée, mes danseurs passent leur vie sur Grindr… »

« Let Me Entertain You ». 

Pour l’occasion TÊTU l’a rencontrée pour un grand moment d’interview.

Amanda Lear a de multiples vies ; elle fut tour à tour reine du disco, muse, mannequin, présentatrice télé en France, en Italie et en Allemagne. 40 ans de carrière l’ont rendu célèbre dans le monde entier grâce à ses 25 millions d’albums vendus, à sa gouaille sans pareille et à une allure qui ne passe pas inaperçue.
Son dernier album rendait hommage à Elvis – l’un de ses idoles – et lui permettait de s’essayer à d’autres genres musicaux. Aujourd’hui, elle présente « Let Me Entertain You », un album éclectique qui brosse un peu toute l’étendue de sa carrière musical ; de la variété à la ballade en passant par l’électro et le disco bien entendu. Des chansons à textes et des chansons énergiques pour faire danser les foules comme elle sait si bien le faire. En somme, un album réjouissant, rafraîchissant, tout à son image !
Hôtel Le Meurice, 15h30. Quel autre palace pouvait accueillir la grande Amanda Lear ? On nous conduit à sa suite comme on nous conduirait auprès d’une sainte icône. La porte s’ouvre et face à nous, Amanda ! Confortablement assise dans un canapé beige, baignée d’une légère pénombre ; elle vous ensorcelle de son regard perçant, de son sourire malicieux et de sa voix suave et rauque à la fois. Amanda est comme on l’imaginait : affable, assurée, énergique…
Amanda nous reçoit pour parler de son nouvel album. Mais bien que nous ne soyons pas encore assis et que le dictaphone ne soit pas encore allumé, Amanda – habituée des interviews, imposante, imperturbable – débute cette rencontre au quart de tour. C’est le personnage !




Amanda : … »toi tu penses qu’à faire danser les gens, ta musique c’est vraiment que du boom boom boom allemand ». Non, mais là dans cette album, non j’ai voulu justement… Je l’ai conçu un peu comme si je montais sur scène demain à l’Olympia vous voyez. Forcément quand on fait une scène, on vous demande de chanter quelques vieux tubes qui vous ont rendu célèbre et puis les nouveaux titres. C’est pour cela que je l’ai conçu un peu comme ça. Au début, il y a l’intro « Mesdames et Messieurs voilà Amanda Lear » qui arrive… Et puis, je re-propose Fashion Pack, Follow Me…
Des titres qui m’ont rendu célèbre et puis des nouveaux titres que j’ai écrit en français ou en anglais.Pour un fois, j’aurais écrit quelques chansons et puis quelques autres en hommage au disco qui m’a rendu célèbre. Donc un hommage au Village People avec Macho Men. A l’époque je voulais épouser le cowboy. Il s’appelait Randy Jones. Randy c’était mon pote et je l’ai eu il y a pas longtemps. Il fait une carrière solo aux Etats-Unis. Et puis après, il y a quelques chansons plus mélodiques. J’ai voulu rester aussi un peu plus optimiste car moi mes albums je me rends compte que les chansons que j’ai écrites, une centaine, je parle toujours de trahison, de mensonges, de désillusion. Et là, je me suis dis, comme on vit une période assez noire, je me suis dis, je vais choisir ce titre, The Best Is Yet To Come, le meilleur est à venir (Amanda se met à chanter).

TÊTU : Le titre de votre album est également très optimiste car il invite clairement à se divertir, « Let Me Entertain You ».

Amanda : Exactement ! C’est un titre très optimiste. Vous allez voir demain tout ira mieux. Et surtout terminer sur une note également optimiste avec le titre de Charlie Chaplin. Charlot avait écrit cette très jolie chanson qui s’appelle Smile. C’est-à-dire quand tout va mal (Amanda se met à chanter) : Souri quand tout vas mal, quand ton cœur saigne… Même si t’as envie de te flinguer, souri, car tu vas voir que demain tout va s’arranger. Et j’ai voulu terminer sur une note optimiste car je voulais qu’on comprenne que cet album se voulait vraiment optimiste.

TÊTU : Tirer le positif du négatif en somme. C’est en tout cas l’image qu’on a d’Amanda Lear, celle d’une femme qui croque la vie à pleine dent.
Amanda On me voit toujours très liée à la nuit, Follow Me, la femme dominatrice, dangereuse, tumultueuse comme vous dites, et mangeuse d’hommes et tout… Et je trouve que ça, ce n’est pas une image très très positive, très jovial. Et je voulais montrer que je suis une personne plus solaire, plus joviale. En plus, je fais du théâtre comique. Ce sont des rôles qui font rire les gens

TÊTU : Oui ! Vous avez tout cet éventail de talents, du théâtre à la chanson en passant par la télé…

Amanda : Oui ! C’est pour ça qu’on a fait cette vingtaine de titres très éclectiques et très variés. Et puis, l’autre reproche qu’on me fait, c’est « On ne te voit jamais faire de la scène en France ». Ce qui est vrai d’ailleurs… Donc, on a filmé ce show case cet hiver. Et on a mis le DVD qui va avec l’album, dans lequel il y a une douzaine de titres que je chante vraiment sur scène, live, avec des danseurs et un orchestre. C’est comme si on me voyait faire une scène.




TÊTU : Vous parliez d’éclectisme. C’est album est justement très éclectique à l’image de votre discographie et de tous les thèmes musicaux que vous avez pu aborder. Racontez-nous la genèse de cet album, l’envie qu’il y avait derrière ce disque au-delà du côté positif dont vous parliez précédemment.
Amanda : Au départ, je n’aimais pas du tout la musique disco. Ma maison de disque étant une maison de disque allemande, ils ont dit : « nous sommes en 1978, c’est la fièvre du samedi soir, ce qui marche en ce moment c’est ABBA, les Village People, Grace Jones, machin truc… « . Donc, ils voulaient absolument que je fasse du disco. Et je leur ai dit que moi je n’étais pas une chanteuse disco, je déteste ça (rires). Je suis rock’n’roll. Je me voyais avec une guitare, un blouson en cuir noir, des chaînes. Mais il m’ont dit « non, non, on oublie ça ».
Et à l’époque, j’avais signé un contrat de 7 ans. Car, ce qui était bien à l’époque, c’est qu’on signait des contrats de 7 ans. Alors qu’aujourd’hui, on fait un disque et s’il ne marche pas, allez dégage. Alors que là, avec un contrat de 7 ans, si le premier album ne marche pas, on a 7 ans de contrat, le loyer est payé pendant 7 ans. On va travailler sur le deuxième album, on va essayer de s ‘améliorer. Il y avait quand même un suivi et un pari. Par contre, j’étais obligée de me plier à leur envie. Donc quand ils m’ont : « Amanda, tu vas être la reine du disco et c’est tout ». Et comme les Allemands ils ne rigolent pas, c’était « Tu vas faire ce qu’on te dit de faire » (en imitant l’accent allemand, rires). Ceci dit, ils ont fait du bon travail car ils m’ont casé partout dans le monde. J’ai eu des disques d’or partout…

TÊTU : Effectivement, ils ont eu le nez creux. Vous avez eu une carrière formidable avec plus de 25 millions d’albums vendus dans le monde. Vous êtes vraiment devenue l’une des reines du disco.
Amanda : Tout à fait ! 25 millions d’albums c’est pas mal. Mais après deux, trois albums disco, j’ai dit « ça va maintenant ». J’avais montré que je pouvais vendre des disques, « est-ce que je vais pouvoir faire autre chose ? » C’est à dire faire du rock’n’roll. J’avais des propositions super intéressantes pour travailler avec des gens talentueux que je croisais. Même Gainsbourg que j’avais rencontré voulais m’écrire des chansons. La maison de disque ne voulait rien entendre : « We don’t change a winning team ». C’est comme ça. L’étiquette c’est disco, on ne change rien.

Amanda Lear et Anthony Moon Producteur Allemand


TÊTU : En fait, ils voyaient en vous, déjà à l’époque, un pur produit marketing et commercial, sans prendre en compte vos envies. « Fais ça et tais toi Amanda » (rires).
Amanda : C’est tout à fait ça (rires). Pas question de changer, ça marche, on ne change pas. Alors que moi je ne voulais pas passer ma vie à faire danser les mecs jusqu’à 95 ans. Et donc, j’ai rompu mon contrat. Ce fut peut-être une erreur. J’ai dit « j’en peux plus ». Évidemment, pendant 2 ans il n’y a plus de disques qui sortent. Alors de là, je suis passée en Italie. J’ai trouvé un nouveau producteur, une maison de disque. Les Italiens m’ont fait chanté en italien, puis on a essayé un album rock qui n’a pas marché. Après ça, j’ai tâtonné. J’ai fait un petit peu de tout. C’est ce que j’ai voulu montrer dans cet album. Je suis passé du disco à la variété et au rock. Mon rêve c’était Elvis Presley, donc il y a 2 ans j’ai enfin fait un hommage à Elvis Presley. Pour moi c’est l’idole absolu, le plus beau mec du monde… Mais tout le monde m’a dit « tu fais chier avec Elvis Presley, tout le monde s’en fout d’Elvis Presley, il est mort depuis plus de 40 ans. Bref ! On s’en fout » (rires). Alors que pour moi c’était le king…
Mais à travers cet album j’ai découvert les instruments de musique, car je n’avais jamais vu dans ma vie d’instruments de musique. J’ai fait tout une carrière disco sans en voir. Car vous rentrez dans un studio et il n’y a que des machines. Des synthés… Ils touchent des boutons. Ils enregistrent ta voix dans une boîte et te dises « C’est bon tu peux rentrer chez toi. » Et moi, je leur disais,  » Comment ça ? Mais non, c’est bon t’inquiète, casse toi. On l’a dans la boîte » (rires). En même temps, c’est extraordinaire car c’est tout fait avec des machines. Ça offre d’innombrables possibilités. Ça c’est le disco et comme vous le dites, bah il n’y a pas la beauté des instruments et des orchestres. C’était très frustrant.
Et là, je rentre dans un studio. Il y avait des mecs avec des violons, des violoncelles, un piano. Donc là, je me suis dis putain, il va falloir chanter pour de bon car je peux pas leur dire « Oups ! Je me suis trompée faut que je recommence ». Ils n’ont pas que ça à faire les pauvres que de recommencer à chaque fois. Et donc, il a fallu chanter pour de bon et c’était la chose positive. Et je réalise à cet instant que je peux enfin chanter un peu comme j’ai envie dans ma carrière. Sauf que depuis le début, on me disait que je devais avoir la voix à la Marlène Dietrich. J’ai pris des cours de chant et la nana me faisait chanter des gammes (Amanda fait des gammes). Mais il trouvait que c’était trop haut, qu’il fallait aller plus bas. Donc, le mec me faisait fumer des clopes et boire des whiskies et à 3 heure du mat’ quand j’avais la voix complètement éraillée, il trouvait ça génial les mec en studios (rires).

TÊTU : Ils allaient tuer la « machine Amanda » à cette allure-là (rire).
Amanda : Mais oui ! Vous savez, les Allemands ont toujours aimé les voix comme Marlène Dietrich et cetera. La chanteuse à voix rauque dans un cabaret plein de fumée à Berlin, ils adorent ça les Allemands. Ça leur rappelle Cabaret et cetera

TÊTU : Nous les Français on a Edith Piaf et eux ils ont Marlène Dietrich.

Amanda : Exactement ! Donc ils voulaient la nouvelle Marlène qui serait disco et qui chanterait comme ça avec une voix suave, rauque… Après toutes ces années, je suis arrivée au théâtre, où je joue depuis 7 ans tous les soirs. Et là, il a fallu positionner la voix différemment. On m’a dit : « Au 3ème balcon, ils ont payé 15 euros mais ils ont le droit de t’entendre ». Donc, sans micro TU VAS PARLER TRES FORT. IL FAUT QU’ON T’ENTENDE. Et donc, on apprend à placer la voix différemment. Et puis, comme la voix est un muscle, je me suis aperçue après de l’entraînement que je pouvais chanter différemment. D’ailleurs, avant l’album d’Elvis, jamais je n’aurais pensé pouvoir chanter It’s Now Or Never (Amanda chante). Comme la voix a changé, je peux maintenant faire « C’est la belle vie, lalala, sans souci » (Amanda chante encore), des chansons plus mélodieuses, moins « tong tong tong ».

Je pense que, peut-être, on va aller vers une période que les Allemands appellent le « Sprechgesang », la chanson parlée. « Sprech », c’est chanter. « Gesang », c’est parler. C’est ce que faisait Juliette Greco, ce n’était pas une chanteuse. C’est une actrice qui parle, qui déclame, qui joue beaucoup avec ses mains : « Si tu crois fillette que peut être, que peut être… « . Elle articule bien et Marlène Dietrich n’a jamais su chanter, elle parle aussi plus qu’elle ne chante. Pour moi, la vraie chanteuse, c’est Barbra Streisand, Whitney Houston ou Nicoletta en France. Alors que moi, je n’ai pas ça. Donc, je suis plutôt dans l’interprétation et je me rends compte qu’il y a tout un répertoire qui m’intéresse dans ce style-là, que j’aimerais faire. Des chansons à texte. Reprendre des choses de Gainsbourg, de Nougaro.



TÊTU : Donc encore pleins de projets à venir pour Amanda Lear. Amanda ne s’arrête jamais c’est incroyable !
Amanda : On verra. Je me vois très bien… On me dit toujours des grandes scènes à l’Olympia avec plein de danseurs. Alors que moi je me vois dans une petite salle, intimiste, club de jazz. Ça me plairait beaucoup. Alors que quand on fait du disco, il faut avoir 15 danseurs autour. Et ils font chier (rires). Ils sont insupportables les danseurs, c’est une bande de casse-couilles (rires). En tournée, ils passent leur vie sur Grindr, on sait jamais où les trouver, faut faire tous les saunas de la ville (rires).

TÊTU : Donc pleins de danseurs homos dans vos tournée si on comprend bien. Ça tombe bien, c’est TÊTU qui est là aujourd’hui (rires).
Amanda : Hahaha ! Mais oui et c’est super. Ils sont mignons comme tout. Forcément, il me faut des beaux gosses autour. Ils mènent une vie insupportable, dissipée, ils sont jamais contents.

TÊTU : D’ailleurs, en parlant de bouger les foules avec le disco. Parlez-nous de votre tournée en 2017. Comment l’abordez-vous ? Elle s’articule comment ?
Amanda : Un peu théâtrale. Vous savez, je vois aujourd’hui les concerts sur internet de Britney Spears, de Jennifer Lopez. Ce ne sont plus des chanteuses, du tout. Elles sont là à tortiller du cul. Beyoncé avec un ventilateur dans la gueule pour les extensions. C’est pas de la chanson. Je suis désolé, une chanteuse elle est devant un micro, c’est Piaf, c’est Barbara, et puis elles chantent. Mais elles, elles ne chantent pas. D’abord, c’est tout en play-back et elle ne font que danser, se tortiller, se rouler par terre avec 15 boys autour d’elles. C’est très beau, c’est du spectacle mais ce n’est plus de la chanson. Moi je privilégie la chanson. Je veux éviter tout ça, les effets spéciaux, les ventilateurs et tout ça… Que les gens s’aperçoivent que je vais leur faire passer une émotion. Donc moi je vois ça plus comme ça.

TÊTU : En parlant de spectacle, qu’elle est votre actualité au-delà de l’album ?
Amanda : Eh bien je vais terminer La Candidate au théâtre de la Michodière où je joue depuis 6 mois et ce jusqu’à juin. Puis, lorsque j’arrête, je tourne un film tout juin/juillet à Rome. Après le film de Rome, à la rentrée, je pense qu’on va faire quelques dates de tournée et puis ensuite je ne sais pas trop encore. Il y aura d’autres projets pour l’année prochaine. J’ai la chance que des tas d’auteurs de théâtre, de metteurs en scène s’intéressent à moi. Ça c’est une grande chance parce que c’était pas gagné au départ. Ils se rendent compte d’abord qu’Amanda Lear sur scène ça attire du monde et puis que je suis capable peut-être de faire du bon travail. Donc ils me proposent des tas de nouvelles pièces. J’en reçois tous les jours et il y a des gens très intéressants comme Michel Fau qui proposent de travailler avec moi. Il y a Eric Assous qui m’écrit une pièce. Florian Zeller… Donc des auteurs avec lesquels j’ai envie de travailler. Il y en a des rôles à faire. Je peux faire une carrière à la Maria Pacôme… Mais c’est agaçant d’être étiquetée uniquement rigolote.



TÊTU : Justement, vous dîtes que vous avez cette chance d’être sollicitée par des metteurs en scène de renom, lesquels voient en vous des possibilités intéressantes. Qu’est-ce qu’ils voient en vous ? Qu’est-ce qui vous caractérise ?
Amanda : C’est parce que je peux tout me permettre. Ils se disent, elle a un tel culot, un tel bagou que tout passe. Ils me font dire des énormités mais ça passe. Je dis des gros mots et cetera. Mais parce que je suis très chic avec des Louboutin, ça passe. C’est ça qui est très bien. Ça tombe pas dans le vulgaire. Et eux, ils s’éclatent à m’écrire des textes complètement délirants, surréalistes. Ça les fascine. Et surtout, il y a une présence. La présence, on l’a, ou on l’a pas. Quand je rentre sur scène, il y a tous les yeux qui se braquent sur moi. Mais après, il y a aussi et surtout la technique. Ça veut pas dire que je sais jouer. Donc à ce moment-là, il faut apprendre ; la respiration, le timing, placer sa voix… Là, c’est toute une technique qu’on apprend au cours Florent, au cours Simon, que je n’ai pas fait. Mais comme j’ai la chance d’avoir comme metteur en scène Raymond Acquaviva, qui est un professeur d’art dramatique, depuis 7 ans c’est comme si je faisais des cours avec lui. Il m’apprend beaucoup comment jouer sur scène, écouter mon partenaire. Écouter l’autre, surtout lorsqu’on connaît son texte par cœur, ce n’est pas évident. Il faut être surpris, se positionner pour que ça paraisse naturel… Avec cette technique et après quatre pièces comiques, je vais pouvoir passer à autre chose. Sans leur jouer Phèdre de Racine, on peut peut-être passer à des comédies, à des Tennesse Williams, des trucs dramatiques. Le problème c’est qu’en France on aime vous coller des étiquettes et qu’une fois qu’on vous l’a collée, c’est difficile de s’en départir.
Il faut toujours aussi surprendre les gens. Moi-même je m’ennuie beaucoup et je me dis que si je m’ennuie, je dois aussi ennuyer les autres. Ils vont se lasser, elle fait toujours la même chose. Donc, il faut se renouveler, les surprendre. Moi, c’est ce que je reproche à de nombreux artistes, c’est de toujours faire la même chose, d’être là où on les attend… C’est comme quand on baise toujours avec le même mec. Il y a un moment on sait quand il va jouir, dans quelle position donc il y a un moment on a envie d’aller voir ailleurs. C’est pour ça que moi je suis tout à fait pour l’infidélité car sinon c’est tous les soirs la même soupe.

TÊTU : Vous nous parliez de vos danseurs gays tout à l’heure. Cela m’amène à ma prochaine question. Durant toute votre carrière et encore aujourd’hui, quel est votre rapport à la communauté LGBT ?
Amanda : Dès le départ, on s’est aperçu que les discothèques étaient fréquentées par les gays. Eh bien oui ! C’est évident que ce ne sont pas les bons pères de famille qu’on retrouve en général en boîte de nuit le samedi soir. Ils sont devant Guy Lux. Enfin, ils l’étaient (rires). Demain soir, ils seront peut-être devant l’Eurovision. Enfin voilà quoi ! Eux, ils restent à la maison et ne vont pas en boîte se déchainer toute la nuit donc forcément ceux qui fréquentent les discothèques se sont les gays et les célibataires, ceux qui n’ont pas besoin de garder les enfants à la maison. Donc forcément, mon premier public ça a été les gay. Comme pour les Village People, Grace Jones, Cher… Donc on devient…

TÊTU : …une sorte d’icône !
Amanda : Oui ! Une sorte d’icône gay qui leur plaît beaucoup car ils aiment les femmes élégantes, qui en jettent, qui ont du chien. En gros, les femmes libérées. C’est un énorme plus car c’est un public très fidèle. Le gros problème des gamins ou des gamines, c’est qu’ils vous jettent. Les fans de Tokio Hotel, aujourd’hui, on ne sait plus où ils sont (rires). Tout ce qu’ils voient, c’est que le chanteur ou la chanteuse est mignon/ne. L’année prochaine, ça sera un autre… Tous les ans, on tombe amoureux d’un artiste et ensuite, dégage ! Le public gay n’est pas comme ça, il s’attache, il vieillit avec vous. Plus on se déglingue en vieillissant, plus il est fidèle. Je l’adore ! Je me suis intéressée à Danielle Darrieux puisque dans l’album, je reprends une chanson très coquine de Danielle Darrieux qui s’appelle Si tu savais ma belle. Elle a 99 ans.
J’ai un copain gay qui me dit que Suzie Delair elle a aussi 99 ans et qu’elle est méchante comme pas possible. Mais, ils vieillissent avec vous et ce n’est pas parce que vous avez 75 ans et plein de rides qu’ils vous jettent. Ils continuent. Et cette fidélité-là, de ce public, c’est très précieux. C’est justement pour ça que Cher les adore, il faut les cultiver. Dans le métier que je fais, on est entouré de gays, que ce soit le metteur en scène, le coiffeur, le mec qui nous habille… Je vois dans la mode avec Jean-Paul Gaultier, Riccardo Tisci, ce sont tous mes potes et ils sont tous gays. Que des gays, que des gays. Ce sont des gens qui créent, des créateurs. Ce ne sont pas des footballeurs (rires). C’est très précieux de les avoir comme amis, comme conseillers. Avec Jean-Paul, j’ai appris beaucoup de choses, sur comment se présenter, se mettre comme il faut, c’est très important pour moi.

TÊTU : Vous me parliez en aparté, lorsque je suis arrivé, de la chanson La Rumeur, comme quoi vous saviez aussi chanter des chansons à texte, engagée.
Amanda : Oui ! Elle commence comme ça cette chanson : « On dit bien des choses, qui nous indisposent. Souvent on entend le bruit des gens, qui commentent les tantes, qui ont peur des pédés, et des gens différents, de leur banalité… « . C’était pour montrer que je pouvais aussi dire des choses qui me tiennent à cœur. Les qu’en-dira-t-on, c’est vraiment pas mon truc, ça m’agace profondément. L’intolérance aussi



TÊTU : Au début, je vous expliquais que TÊTU avait disparu pour ensuite renaître il y a de cela quelques mois. Que vous inspire cette renaissance ?
Amanda : Qui a disparu ?

TÊTU : Personne Amanda ! TÊTU avait disparu et renaît aujourd’hui (rires).
Amanda : Ah oui ! TÊTU ! (rires). Mon pote Edouard Collin était en couverture de TÊTU. Et mon pote le cuisinier Valentin Néraudeau aussi. Donc déjà, je n’ai pas compris la disparition de TÊTU, pour moi c’est incompréhensible… C’est le seul pays… Tous les pays que je fréquente, l’Italie, l’Allemagne, l’Angleterre… ont tous des magazines gays. C’est normal, il y a toute une culture gay derrière. C’est peut-être à cause d’Internet. Aujourd’hui, si on veut voir des mecs à poils, on va sur Internet. Donc, pourquoi payer 5 euros. Mais, ce ne sont pas que des mecs à poil TÊTU. Ce sont aussi des articles, de la prévention, des conseils, des reportages, des critiques sur les spectacles. On s’attend à des choses. Si on met un mec à poil pour attirer, c’est normal, c’est du marketing mais il n’y a pas que ça quand même. C’est comme pour les dieux du stade. Le calendrier, c’est pour remplir les stades, pour le buzz (rires).



TÊTU : Un message pour nos lecteurs ?

Amanda : Pour moi, il est essentiel de prendre soin de soi. Et les homos, pas tous certes, font beaucoup partie de ces gens qui prennent soin d’eux. C’est important d’être présentable. J’admire ça ! Pour moi c’est rédhibitoire, quand je vois des beaux mecs qui dès qu’ils sont avec une nana, 6 mois après « C’est pas possible, c’est le même ? ». Poignées d’amour, bourrelet… C’est dramatique ! C’est à croire que les nanas le font exprès pour pas qu’on les pique (rires). C’est épouvantable ! Il y a des mecs, ce sont des bombes et dès qu’ils tombent amoureux, c’est fini… Il ne faut jamais s’arrêter de prendre soin de soi, même à 70 ans, 80 ans… Mais pour les femmes c’est pareil. Il y en qui donne l’exemple. Regardez Jane Fonda, Tina Turner… Putain, elle à 78 ans, elle est magnifique. C’est certes beaucoup d’efforts, de sport… Mais ça en vaut la peine franchement ! C’est un exemple pour les autres.
Je dis à des copines anglaises parfois : « Mais dans quel état tu es ma pauvre chérie ! ». Elles me disent « J’ai eu 3 enfants, mon mari m’a quitté ». Eh bien tant mieux non ! Remercie le ciel ! (rires). Il s’est barré avec une petite jeune donc elles ont une pension alimentaire, elles peuvent enfin s’éclater avec des gigolos, se faire plaisir, se mettre des fringues délirantes (rires). Elles croient que moi je peux à mon âge mais pas elle. Alors moi ça m’énerve d’entendre ça. Déjà, je leur dis d’enlever ce mot « à mon âge ». Ca veut dire quoi ? Qu’on doit finir bobonne ? A ton âge tu te mets des bas résilles car t’as envie de te faire plaisir et que les mecs te remarquent. Donc il ne faut jamais se laisser aller.

TÊTU : Justement, c’est quoi votre secret de beauté et de longévité Amanda ?
Amanda : Je m’assieds toujours à côté d’une moche (rires). Non, mais c’est vrai, faut pas se laisser aller. Moi je vois avec le théâtre, c’est comme l’armée. Quelle rigueur ! Je ne bois pas, je ne fume pas, il faut être pimpante tous les jours, se maquiller, se faire les cheveux… C’est épuisant ! On ne peut pas se permettre d’arriver sur scène bourrée en aillant oublié son texte (rires). Cette discipline fait beaucoup de bien ! Donc si vous voulez maigrir faites du théâtre ! On mange pas avant parce qu’on est gonflé. On mange pas après parce qu’on a plus faim. Enfin, c’est pas difficile de rester mince (rires). Quand on me dit : « C’est quoi ton secret pour rester mince ? Eh bien ne mange pas et puis c’est tout » (rires). Ils sont marrants… (rires).

TÊTU : Et rester active comme Amanda !
Amanda : Assise ? Comment ça assise ?

TÊTU : Non ! Active !
Amanda : Aaaahhh ! Active ! J’ai compris assise (rires). Non parce que quand on est vieille, il y a une pièce qu’on peut jouer assise, qui s’appelle Ô les beaux jours, c’est bien pratique (rires). Active oui ! Moi je m’ennuie très vite. Vous me mettez sur une plage je deviens hystérique. Il fait chaud, je transpire, j’achète une glace. J’aime bouger, aller au cinoche, me balader. Par contre, chez moi je m’ennuie jamais et les gens me parlent de solitude, mais c’est génial la solitude. Je porte ce que je veux, je mange ce que je veux, je regarde ce que je veux à la télé, je n’ai de compte à rendre à personne. C’est merveilleux.
J’ai plein de petits pompiers qui me font la cour, qui me courent après… Et comme j’habite Paris, ça n’arrête pas (rires). Ils sont disponibles et très portés sur la chose. J’étais ravie d’avoir un début d’incendie dans mon immeuble (rires). Ils voulaient me faire descendre par l’échelle. Je leur ai dit « Vous n’y pensez pas ! Mais ne vous inquiétez pas, on va en mettre un devant, un derrière ». J’étais ravie (rire).
Je voulais savoir comment les remercier, à part de prendre des photos avec eux. Donc, ils m’ont dit carrément qu’ils passeraient se faire remercier. Depuis, ils passent se faire remercier et refilent les numéros à leurs potes. Je reçois des textos hallucinants (rires). La solitude n’existe pas chez moi (rires).

TÊTU : Merci beaucoup Amanda d’avoir répondu à nos questions. A bientôt !


Original Entretien Jérémie Lacroix pour Têtu . . .

lundi 16 mai 2016

Amanda Lear . . . Extrait du DVD du show de la tournée . . .



Amanda Lear  chante en français. Découvrez "La rumeur" ( Clip Officiel) 


    


                    Textes Alexis Michalik /  Musique Stéphane Corbin



La Rumeur Live French Télévision 

    

Top !!! Live Tour



vendredi 13 mai 2016

samedi 7 mai 2016

Amanda Lear vous reçoit dans son Boudoir

En attendant le 13 mai 2016 pour recevoir votre nouvel album en DIGITAL ....
     Vous ne résisterez pas à ce son parfait qui vous rappellera les prises de voix des premiers albums d' Amanda Lear ...

           

                         It is part of the forthcoming new album,
" Let Me Entertain You ", which will be released in a week 13 May
                The new single is a great dance track clearly with 
Amanda 's Signature. We need to be positive ! That is The Secret 

Order on the Itunes May 13 .....


                             Pending May 13, 2016 to receive your new album DIGITAL ....
                      You will not resist to his perfect will remind you of the vocal takes of
                                                      the first albums Amanda Lear ....


Un digipack trois volets CD+DVD avec livret ! Une édition spéciale
Opening May ...27.....2016......